PUG di Martina Franca. Fiducia ai tecnici comunali. Ai progettisti un termine per consegnare il lavoro

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Il rischio impasse è per il momento scongiurato. Mercoledì scorso si è tenuto un incontro chiarificatore tra maggioranza e i tecnici dell’Ufficio di Piano di Martina Franca per capire come sono andate le cose. I nostri lettori ricorderanno che il 19 giugno scorso, all’insaputa della politica tranne che del sindaco e assessore all’Urbanistica, i tecnici comunali guidati dal dirigente Lorenzo Lacorte, avevano inviato una lettera al gruppo di progettisti incaricati di redigere il PUG di Martina Franca, con la quale si comunicava di fatto l’avvio della procedura di revoca dell’incarico. I motivi sono quarantasei e tutti scritti punto dopo punto nella lettera di giugno, nella quale di fatto si spiega ai progettisti che il lavoro fatto così non va, a cominciare dal rispetto delle ultime normative. I progettisti, il cui gruppo è guidato dall’architetto Sergio Dinale della D:RH Associati, in società con Criteria. Durante l’incontro di mercoledì scorso i tecnici comunali hanno risposto alle domande dei consiglieri sui tempi e i modi della vicenda. In particolare sono state fatte rassicurazioni proprio sui primi: entro settembre si saprà se i rapporti con il raggruppamento di progettisti continuerà o meno nella redazione del Piano Urbanistico di Martina Franca Tutto dipenderà dalla risposta alle controdeduzioni che l’Ufficio di Piano sta preparando in questi giorni. Se il rapporto dovesse essere insanabile, le alternative sono due: o si passa ai secondi classificati (la cooperativa Mate e l’architetto Antonio Fragnelli), oppure si procede internalizzando il progetto.

Il PUG è arrivato quasi alla fase terza, quella del confronto con la città. Proprio questo avrebbe spinto l’Ufficio di Piano a verificare punto dopo punto quanto era stato prodotto, nonostante non fosse nelle prerogative dei tecnici comunali. Inoltre sono stati riscontrati ritardi per 532 giorni che, moltiplicati per una penale quotidiana, come da contratto, di 150 euro, fa una somma di quasi ottantamila euro. Non c’è intenzione da parte dell’Ufficio, a quanto pare, di rimetterla.

Se dal punto di vista tecnico la vicenda sembra avviata ad una soluzione, dal punto di vista politico rimangono gli interrogativi. Il sindaco/assessore all’Urbanistica sapeva della lettera del 19 giugno ma ha avvisato i consiglieri solo in occasione dell’incontro tra Dinale e i capigruppo, il 31 luglio. I ritardi del progetto, invece, erano ben noti e secondo quanto ha riferito Antonio Lafornara, presidente della Commissione Consiliare Urbanistica, nonostante i suoi inviti al sindaco a relazionare, da parte di Franco Ancona c’erano sempre pronte delle scuse. Nunzia Convertini, capogruppo PD, ha sofferto come gli altri il silenzio: “Ma il sindaco mi ha chiesto scusa. Cosa posso dire di più?”. La vicenda però non è esaurita, e anche gli stessi consiglieri hanno avuto mesi di tempo per interessarsi ufficialmente alla vicenda.

A valle della vicenda emerge che dietro la complessità dichiarata dell’argomento PUG si è nascosta un po’ di pigrizia da parte degli eletti. La città non può permetterselo.


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