SPRAR. Il progetto di Martina Franca termina sei mesi prima, nel silenzio

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Politica, Società



È terminato a giugno il progetto di seconda accoglienza per rifugiati, che dal 2014 aveva fatto di Martina Franca una città simbolo di accoglienza e modernità. È terminato nel silenzio assoluto, da parte di Comune e dell’associazione Salam, che lo ha gestito. Ci sarebbero problemi economici alla base della decisione di Salam di chiudere tutto sei mesi prima della scadenza, come ha confermato la presidente Simona Fernandez al Quotidiano di Puglia, perché il Comune di Martina Franca dovrebbe versare all’associazione ancora 630mila euro, dal 2017. Su Telenorba, invece, l’intervista ad un ex consulente dell’associazione, che dice: “Il progetto di accoglienza ha avuto una fine, una fine che non è stata felice, nel senso che ci sono dipendenti che aspettano da un anno e mezzo di essere retribuiti. I migranti sono andati incontro a grossissimi disagi, nell’ultimo mese non c’erano soldi e non c’era elettricità nelle case, c’erano anche famiglie con bambini piccoli”.

La decisione di chiudere sarebbe stata presa a primavera di quest’anno dopo una visita fatta dai commissari del Servizio Centrale, avvenuta il 25 e il 26 febbraio 2019, da cui è scaturita una relazione inviata ad aprile. Nel documento, in cui sono elencate una serie di aspetti positivi del progetto e non poche criticità, soprattutto riguardanti gli alloggi degli ospiti, si può leggere un invito all’Ente Locale, il Comune di Martina Franca, di impegnarsi a trasferire più velocemente possibile i fondi: “Quanto al mancato trasferimento dei fondi ministeriali all’Ente attuatore, per come emerso in sede di visita, si chiede a codesto Ente di aggiornare questo Ufficio riguardo il superamento di tale criticità al fine di consentire il corretto svolgimento delle attività progettuali. Si raccomanda inoltre all’Ente locale titolare di garantire il superamento delle criticità evidenziate così come suggerito nel presente report. In relazione alle richieste sopraelencate il Ministero dell’Interno, tramite il Servizio Centrale, chiede al Comune di Martina Franca, titolare del progetto SPRAR, di allinearsi entro 20 giorni lavorativi a decorrere dalla data della presente comunicazione, dandone debito riscontro per iscritto”. Secondo quanto riferito dalla Fernandez, nulla è accaduto ed è stata costretta a chiudere i battenti.

Dal Comune non trapela nulla, al momento, ma sentita sull’argomento, l’assessore ai Servizi Sociali Tiziana Schiavone ha commentato così: “La fine del progetto è una spina nel cuore per tutti noi. Ma nel 2019 il Ministero non ha trasferito un euro”.

Il progetto di Martina Franca è stato riconosciuto tra le migliori pratiche anche al Parlamento Europeo, a novembre 2017.


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