Ex Ilva, M5S ad alta tensione. Di Maio contro Cassese: basta o torniamo al voto

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La crisi sull’ex Ilva investe anche il Governo, con Di Maio che se la prende col deputato tarantino Gianpaolo Cassese. L’edizione online de “Il Messaggero” si sofferma infatti sulle dichiarazioni del capo politico del Movimento, che nel mezzo del summit di ieri al Mise avrebbe apostrofato così Cassese: “Allora, ora basta: se il gruppo si spacca sull’Ilva, ne prendo atto politicamente e si ritorna al voto. Io non vado avanti così. E non mi faccio mancare di rispetto in questo modo. E poi, tu, ma come ti permetti: su questo dossier, quando ero ministro dello Sviluppo economico, ho dato il massimo”.

Il Messaggero ricostruisce quindi quanto accaduto durante il tavolo tecnico: Cassese accusa il Movimento di non essere stato coerente con la questione tarantina e ribadisce che non voterà un decreto che contiene lo scudo penale. Di Maio allora alza la voce, attacca il deputato e lascia la sala, davanti ad un attonito tavolo che comprende tra gli altri Patuanelli, il viceministro dello sviluppo economico Buffagni e il tarantino Mario Turco, sottosegretario con delega alla Programmazione economica.

La frattura è pesante, con la fronda anti Di Maio che ricorda al capo politico le sue incoerenze: in primis lo scudo tolto e poi rimesso. Il Messaggero descrive un M5S bloccato, senza una guida e coi gruppi spaccati: a parte il “Luigi furioso” c’è da registrare un’altra uscita, quella di Elena Fattori, con una situazione che con altri 7 fuoriusciti potrebbe portare alla costituzione di una componente nel gruppo misto, altro ago di una bilancia che difficilmente riesce e riuscirà a mantenersi stabile.


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