Dispositivi anti-abbandono: scatta l’obbligo. PD e M5S corrono ai ripari: “Necessario un periodo cuscinetto”

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L’obbligo era scattato 3 giorni fa, quasi all’insaputa di tutti. In un primo momento era stata indicata la scadenza del 6 marzo 2020, invece è stato anticipato il provvedimento che prevede l’installazione a bordo delle automobili di un dispositivo di allarme la cui funzione è quella di prevenire l’abbandono dei bambini fino all’età di 4 anni.

Tale dispositivo si attiva in caso di allontanamento del conducente e può essere incluso all’origine nel seggiolino, oppure indipendente dal sistema di ritenuta del bambino. Ma non si conosce ancora quali dispositivi siano in linea con l’obbligo e soprattutto non sono chiare le modalità di erogazione del contributo economico di 30 €, inserito all’interno del decreto fiscale, per agevolare l’acquisto del dispositivo.

Neanche gli esercenti erano pronti ad affrontare una richiesta così grande, a fronte di una domanda triplicatasi in poche ore.

È in arrivo una moratoria fino al 6 marzo 2020 per chi non installa nell’automobile il meccanismo antiabbandono sui seggiolini per i bambini fino a 4 anni. Il Pd ha preparato un emendamento al decreto fiscale collegato alla manovra che fa slittare di 4 mesi le sanzioni per chi non si adegua. C’è poi un emendamento M5s al decreto fiscale, che fa slittare le multe all’1 giugno 2020.

L’emendamento, che revoca l’efficacia delle multe arrivate dal 7 novembre, prevede anche “la restituzione della somma indebitamente versata” per chi dovesse nel frattempo incorrere nella sanzione.

L’obbligo è in vigore dal 7 novembre, ma si rende necessario prevedere un periodo cuscinetto sia per informare adeguatamente l’utenza, anche con apposite campagne e iniziative mirate a raggiungere le famiglie, sia per consentire ai produttori di portare tali dispositivi sul mercato“, ha spiegato il capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Trasporti Emanuele Scagliusi, primo firmatario dell’emendamento al dl fisco.


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