Craxi torna di moda. L’associazione Upward chiede una targa per l’ex leader socialista

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“Una Targa in memoria di Bettino Craxi”. Richiesta apposizione targa commemorativa in occasione dei 20 anni dalla scomparsa di Bettino Craxi a cura dell’Associazione Upward:

E’ finalmente l’ora di fare i conti con la storia?

Ogni epoca ha il suo tribunale. Quello della storia finirà definitivamente per porre Bettino Craxi tra gli uomini politici italiani e i presidenti del Consiglio più importanti della storia contemporanea, non esente da difetti e anche da colpe, come tutti.

L’associazione Upward si è resa portavoce di decine di cittadini che riconoscono la rilevante figura di Bettino Craxi formulando richiesta a Sindaco e Consiglieri comunali di Martina Franca di una targa commemorativa come segno di ricordo da parte dell’Amministrazione e dunque della Città in occasione dei 20 anni dalla Sua scomparsa, che cadranno il 19 Gennaio 2020.

Di seguito le motivazioni della richiesta affidate a Francesco Caroli, Segretario della nostra Associazione:

“Non pensiamo di dovere discutere il Craxi uomo, che avrà commesso i suoi errori.

Crispi e Giolitti che oggi sono ricordati a Martina con importanti intestazioni di vie del centro, sono stati inquisiti e condannati dalle magistrature del loro tempo.

Parlare nel nostro Paese di Bettino Craxi, anche a 20 anni di distanza dalla sua morte e a 30 dalla sua triste fine politica, risulta sempre complicato. Ma è giusto fare chiarezza.

A Craxi si deve il Governo più duraturo della prima Repubblica, che coincise col periodo di maggior vitalità, ottimismo e benessere del nostro Paese e di gran prestigio internazionale. Quando nel 1987 Craxi lascia il Governo, l’Italia è tra le prime 5 nazioni più ricche del mondo, la prima non atomica e insidia la Francia in quarta posizione. Il debito pubblico è arrivato all’84% ma il PIL è cresciuto proporzionalmente più del debito. L’inflazione invece scese dal 16% al 4%, permettendo di fatto la crescita dei salari reali. Craxi ha anticipato Blair e ha capito per primo in Europa che la vecchia idea socialista, se non è contigua coi valori del liberalismo, è spenta. Ha capito per primo che una politica economica senza un patto sociale (il referendum sulla scala mobile) è monca e iniqua. Craxi varò il nuovo Concordato, pensò a una grande riforma istituzionale che riportasse al centro della politica la decisione, l’elezione diretta del leader e alimentò la revisione storica, la passione nazionale e risorgimentale.

Craxi pensò uno Stato autorevole che libera il Mercato ma che conserva il primato della politica sull’economia; che apre alla religione e alla Chiesa senza essere clericale. È il vuoto di politica e di decisione che porta a trovare supplenze alla politica, dalla magistratura alla finanza, dalla chiesa alle ingerenze internazionali. Craxi era per un’Italia laica ed emancipata. La politica non si può giudicare solo con la morale e col codice penale; si giudica soprattutto dagli effetti che produce sulla vita del Paese e dei suoi cittadini.

Craxi capì per primo che una politica estera contro Israele o contro i palestinesi è folle, soprattutto per l’Italia e rivendicava per il nostro Paese un ruolo da protagonista nell’area mediterranea e medio orientale tema ancora oggi di profonda attualità.

E’ questo che vogliamo ricordare oggi. L’amico di tutti i popoli oppressi dalle dittature, di tutti i popoli che cercano la loro autonomia. La sua venerazione per Garibaldi non era certamente casuale. Amico di Peres ma anche di Arafat, amico di Felipe Gonzales quando il leader socialista spagnolo era in Italia negli anni del franchismo, amico di Mario Soares quando il socialista portoghese era alle prese col sala zarismo. Amico e protettore di Jiri Pelikan e dei dissidenti cecoslovacchi, di Solidarnosc e della resistenza polacca al comunismo. Come degli eredi di Allende e quando si recò in Cile per primo tra i socialisti europei, subito dopo il colpo di stato del settembre del 1973, ebbe accenti di forte commozione.

Vorremmo ricordare questo importante uomo politico, senza enfasi ma col realismo della verità, fu il solo che pagò un prezzo, ma la storia sta rendendo ormai inequivocabilmente onore ad un uomo che giace in una tomba, nella nuda terra, nel cimitero cristiano di Hammamet rivolto verso l’amata Italia; sulla tomba la scritta “La mia libertà equivale alla mia vita”.

Per noi Martina Franca deve ricordarlo e ci auguriamo che anche gli amministratori, la politica e tutta la comunità martinese si fermino per discuterne serenamente”.

Ricordiamo infatti che, il 9 Gennaio uscirà nelle sale cinematografiche il film “Hammamet” di Gianni Amelio con uno straordinario Pierfrancesco Favino nel ruolo del ex leader socialista. Il film racconta l’ennesimo pezzo di storia d’Italia pieno di mistero sullo sfondo del tramonto della prima Repubblica. Ovvero il lungo e complicato esilio di Bettino Craxi ad Hammamet.


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