Its per la Moda. La Regione esclude Martina Franca (ma anche Barletta)

/ Autore:

Economia, Politica



Non ci sarà alcun ITS per la Moda in Puglia. Questa è la conclusione della commissione che ha avuto l’incarico di esaminare le domande per il bando regionale, al quale hanno partecipato solo due progetti: quello di Martina Franca e uno di Barletta. Entrambi i territori con una chiara vocazione sul tessile e le confezioni (il primo notoriamente specializzato su capispalla e abbigliamento da uomo e il secondo sulle calzature) sono stati esclusi, a inizio dicembre, ma la storia è emersa solo ora.

La scelta di escludere il progetto di Martina Franca dal bando sta creando non pochi malumori. Al progetto di Martina Franca hanno aderito: oltre venti aziende, i comuni di Martina Franca, Crispiano, Francavilla Fontana e Locorotondo, la Provincia di Taranto e le associazioni di categoria.

Su settanta punti a disposizione, come previsto dal bando, il progetto martinese ne ha raccolti solo quarantacinque, come ci spiega l’assessore Bruno Maggi, che si è impegnato personalmente per la buona riuscita del progetto: “Abbiamo lavorato per un anno e mezzo e sono andato personalmente dalle aziende per coinvolgerle nel progetto, anche attraverso un sostegno economico. Il bando prevedeva un capitale di almeno centomila euro e ne abbiamo raccolto centotredici. Il Comune avrebbe contribuito con quaranticinquemila euro”.

Secondo la commissione regionale nessuno dei progetti meritava di passare e il territorio ha perso un’occasione. “È stata una scelta politica” ci dice da Palazzo Ducale qualcuno che ha seguito il procedimento da vicino, come se la Regione non avesse voluto scontentare nessuno. Una scelta chiaramente infelice, se così fosse, perché si priva tutto il territorio regionale di un istituto di formazione superiore. Ci sono, comunque, dubbi sulla valutazione della commissione, tanto che Bruno Maggi annuncia di aver già fatto l’accesso agli atti: “Se riscontreremo criteri di valutazione poco trasparenti, non escludo di rivolgermi al TAR. Lo dobbiamo soprattutto alle imprese che hanno creduto nel progetto, e non voglio entrare nella polemica politica”, spiega, e aggiunge anche qualche dubbio sulla valutazione: “Il bando prevedeva l’assegnazione di dieci punti se si raccoglieva la somma di centomila euro. Ne abbiamo raccolti di più, centotredicimila, e abbiamo ottenuto quattro punti. Non capisco il criterio, non mi è chiaro”.

Un altro criterio di valutazione riguardava la coerenza della proposta con l’economia del territorio e nonostante quello di Martina Franca abbia pacificamente una storia economica legata all’industria delle confezioni, nemmeno in questo caso è stato riconosciuto un buon punteggio: “Dobbiamo fare chiarezza”, spiega Maggi, che però non abbandona un approccio diplomatico: “Sarebbe stato più chiaro se almeno avesse vinto Barletta, ma così non è comprensibile quale sia stato il vantaggio. Noi eravamo pronti a collaborare anche con il distretto della moda salentino”. Il progetto dell’Its per la moda era piaciuto a tutti gli attori economici e sociali del territorio, ottenendo anche il plauso della Cgil. Nato tra i banchi del Consiglio comunale, da una proposta del consigliere Chiarelli, il riconoscimento ufficiale sarebbe dovuto passare dal bando regionale per l’individuazione della sede che, come abbiamo visto, non ha decretato alcun vincitore.


commenti

E tu cosa ne pensi?