Its per la moda. Vicenda ambigua, Martina Franca andrà fino in fondo

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Economia, Politica


La mancata approvazione del progetto dell’Its per la moda, che ha visto tre comuni, la Provincia di Taranto, l’Università di Bari e ben ventuno aziende di confezioni, oltre all’Iiss Majorana, capofila, è l’occasione mancata per creare i presupposti di far tornare i giovani preparati al sud, obiettivo politico da sempre dichiarato dal sindaco, fin dal 2012. Si è discusso di questo, ieri, durante il question time del Consiglio Comunale di Martina Franca, grazie a una interpellanza del consigliere Giuseppe Chiarelli. Il sindaco Ancona è perentorio: “Non un passo indietro”, e promette battaglia.

Bruno Maggi, assessore alle Attività Produttive, spiega come è andata, finora: “È una vicenda ambigua. Abbiamo lavorato al progetto per due anni, e avevamo raccolto i cinquantamila euro che servivano come capitale sociale della fondazione, salvo poi scoprire, a bando pubblicato, a fine luglio, che ne servivano il doppio. In quindici giorni abbiamo raccolto quanto mancava, superando la quota, a dimostrazione di quanto le aziende locali davvero ci tengono al progetto. Il nostro piano formativo è partito dal basso, ascoltando le esigenze delle imprese”. Sull’esclusione: “L’istituto Majorana, che è l’unico soggetto che al momento può fare atti formali, ha fatto il 7 gennaio scorso l’accesso agli atti. A breve sapremo come mai ci hanno assegnato pochi punti sul capitale e meno punti rispetto a Barletta per la coerenza del piano formativo, che abbiamo scritto insieme alle aziende. E non entro nel merito di alcuni scenari, che sono sotto gli occhi di tutti: al Pitti, la più importante fiera di moda in Italia, su dieci aziende del sud, ben sette erano di Martina Franca”.

Anche l’assessore preme sulla necessità di non mollare, perché ne va del futuro del territorio, da un punto di vista economico e sociale, perché un istituto di formazione superiore serve alle imprese come motore di innovazione, ma anche come attrattore per i giovani che non hanno necessariamente voglia di andare fuori ma vogliono istruzione di qualità: “Non fornire formazione specialistica significa dire ai nostri ragazzi che possono andare via. Senza formazione non c’è crescita”.

Sulla vicenda, fumosa, si attende di far luce, ma al momento si registra una convergenza di posizioni mai vista prima a Martina Franca, dalle imprese, alle istituzioni, da Confindustria ai sindacati (non tutti).


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