Its per la moda. Del Genio (Federmoda): “Un anno perso è un danno incalcolabile”

/ Autore:

Società


L’anno perso per l’esclusione dal bando per l’Its per la moda potrebbe avere effetti terribili sull’economia locale. “Se dovesse uscire il nuovo bando per l’ITS per la moda, i primi diplomati arriveranno nel 2024, almeno. E quante aziende avranno chiuso nel frattempo? Quanto il territorio avrà perso dal punto di vista economico? Un anno perso è un danno incalcolabile”. A parlare così è Daniele Del Genio, imprenditore dell’alta moda, che a Martina Franca ha saputo esplorare il mondo dell’abbigliamento donna, ma è anche presidente di CNA-Federmoda Puglia e vicepresidente nazionale, che ha seguito da vicino tutto il processo di avvicinamento al bando per la fondazione dell’ITS per la moda, al quale alla fine hanno partecipato, perdendo entrambi, sia i territori di Martina Franca che quello di Barletta. Durante l’incontro fatto a Martina Franca giovedì scorso, con la responsabile formazione della Regione Puglia, è emerso che a breve potrebbe esserci la riapertura dell’avviso e allora si dovrà tentare di superare le difficoltà della prima volta, quando forse per campanilismo, forse per interessi particolari, Martina Franca e Barletta non hanno saputo trovare una giusta sintesi. Del Genio spiega la portata del progetto e dell’occasione, temporaneamente, persa: “La Regione avrebbe investito trecentomila euro, più trecentomila euro a corso, più o meno. Ma il punto è che o si intravede un’opportunità di sviluppo per il territorio e le sue imprese o si vede l’opportunità di altro. Dobbiamo liberarci di tutto quel contorno che è fatto di esigenze e interessi che non hanno a che fare con l’obiettivo primario. Se si riuscisse a depurare di questi interessi, sarebbe meglio. Innanzitutto per le imprese, che non hanno bisogno di tutto questo”. Una scuola specialistica, al servizio delle imprese e al servizio del territorio, un luogo di alta formazione dove formare le competenze che possano poi traghettare il settore verso il futuro e non, solamente, un luogo dove rispettare promesse elettorali, una costosa e inutile sovrastruttura. “Vediamo cosa sta accadendo con gli altri Its sparsi in regione” continua Del Genio, “che hanno difficoltà a trovare studenti. Forse alcuni sono nati senza fare un’analisi delle esigenze territoriali, ma per altri motivi. Queste scuole andavano fatte vent’anni fa, perché la regione Puglia è un territorio manifatturiero”. Una vocazione che nei primi anni del XXI secolo si è tentato di sradicare, con l’outsorcing delle imprese, con lo spostamento delle produzioni all’estero, salvo poi vedere la fila di imprenditori ritornare con il fenomeno del reshoring. In Puglia ci sono tre poli di eccellenza per il tessile: “Abbiamo Barletta, la Valle d’Itria e il Salento. Bisogna trovare una sintesi tra le esigenze di questi tre territori, perché può vincere uno a discapito di un altro. Il tifo da stadio non fa bene perché l’unica cosa che si ottiene è una fase di stallo che ci impoverisce sempre di più”. Ripartire dai progetti, quindi, individuando tratti comuni e differenze, magari con un po’ di coraggio in più. Una delle motivazioni addotte da Barletta, ad esempio, è che quel territorio non ha già un Its, ma questa non può essere una motivazione per una scelta così strategica. Con la riapertura dei termini le diplomazie locali dovrebbe già essere al lavoro per trovare una sintesi, per un progetto che ha due fruitori principali: “I ragazzi che sono interessati a specializzarsi in quest’ambito e le aziende che cercano competenze formate e di alto livello”, conclude Daniele Del Genio.


commenti

E tu cosa ne pensi?