Oggi si celebra la Madonna di Costantinopoli, venerata contro le epidemie

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Cultura


Sempre in tema di riscoperta degli antichi culti dei martinesi per allontanare le epidemie, Damiano Nicolella, esperto locale di storia e ricercatore al servizio della corte imperiale di Bisanzio (è amico personale dell’ultima “basilissa”, la moglie dell’erede al trono dell’Impero Romano d’Oriente, nonchè la sua famiglia aveva rapporti con gli ultimi discendenti di Giustiniano imperatore bizantino del VI secolo d. C.) riporta alla luce l’antichissima venerazione jonica per la Madonna di Costantinopoli, festeggiata il primo martedì di marzo (oggi previste celebrazioni a Bitritto presso Bari di cui è patrona e a Taranto nella Sua cappella cinquecentesca al porto mercantile, dalla curiosa forma a trapezio, con messa alle 18.00).

Tale titolo mariano risale alla scoperta a Napoli nel 1528 durante la peste di un’immagine della Vergine sul modello di un’altra effige di Maria, che nell’VIII secolo aveva similmente fatto cessare a Costantinopoli un incendio; il contagio a Partenope cessò miracolosamente e l’immagine di questa Madonna, raffigurata con un pallio dietro le spalle e ai Suoi piedi una città in fiamme (poi interpretate come simbolo iconografico del dilagare della peste) accompagnata da dei angioletti fu riprodotta in tutto l’antico regno di Napoli.

A Martina essa è presente in una tela del ‘600 attribuita al bitontino Nicola Gliri sul suo altare nella Basilica di San Martino nel transetto sinistro sul lato destro, affiancata da San Michele arcangelo e da San Gaetano da Thiene, un sacerdote morto a Napoli alla cui intercessione nel 1656 l’arcivescovo Tommaso Caracciolo, suo devoto, con pubbliche preghiere aveva affidato la propria diocesi durante un’altra epidemia di peste bubbonica.

Narra la leggenda che alla statua di San Gaetano (oggi custodita a Taranto vecchia nella chiesa di Sant’Agostino) spuntò miracolosamente sotto un occhio un bubbone, di cui oggi è ancora visibile la traccia con un annerimento del volto della scultura, che andò sgonfiandosi mano a mano che la peste si riduceva. Grazie alle implorazioni dell’arcivescovo Caracciolo e del popolo della sua diocesi (fra cui Martina) San Gaetano da Thiene e la Madonna di Costantinopoli esentarono la provincia di Taranto dal male (ancora oggi Lizzano e Monteparano venerato Gaetano con solenne festa patronale il 7 agosto) e si conquistarono eterna gratitudine dai martinesi graziati dalla peste con questa tela come ex-voto.


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