Coronavirus: le nuove disposizioni. Vietata la vendita al dettaglio se non per i beni di prima necessità

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Arrivano nuove disposizioni per la lotta contro la diffusione del virus SARS-CoV-2. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha informato il popolo italiano, con un discorso in diretta facebook, delle nuove importanti limitazioni che andranno in vigore da domani.

Grazie agli italiani che compiono sacrifici – ha dichiarato il Presidente Conte all’inizio del suo discorso. Stiamo dando prova di essere una grande nazione. Ho fatto un patto con la mia coscienza: al primo posto c’è la salute degli italiani. Solo pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare le vostre abitudini di vita, di rimanere in casa. Ero consapevole che si trattava di un primo passo, e che non sarebbe stato l’ultimo. È ora di compiere un passo in più“.

Cosa chiude?

Restano chiusi tutti i negozi tranne quelli per i beni di prima necessità, come farmacie e alimentari. Sono sospese dunque anche le attività di bar, pub, ristoranti (per tutto il giorno e non solo dopo le 18).

Che cosa resta aperto?

Le attività commerciali legate alla vendita di generi alimentari e di prima necessità, le farmacie, le parafarmacie, le edicole, i tabaccai: purché rispettino le direttive sulla distanza di sicurezza interpersonale di un metro e le raccomandazioni igieniche. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nel rispetto di norme igienico sanitarie molto precise. Restano aperti i ristoranti nelle aree di servizio stradali e autostradali e nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e negli ospedali. Contenti i servizi bancari, postali, assicurativi. Garantite le attività del settore agricolo e zootecnico.

Le industrie resteranno aperte ma con “misure di sicurezza”. E poi – spiega il premier – “saranno garantiti i trasporti e le attività agricole”. Conte annuncia anche la nomina di un commissario per le terapie intensive con “ampi poteri”: Domenico Arcuri. E chiude: “Restiamo distanti oggi per abbracciarci domani”.


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