Coronavirus. Quattro aziende pronte a produrre mascherine (che potranno essere regalate)

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Cronaca, Economia, Società


Quattro aziende di Martina Franca sono pronte a produrre mascherine, convertendo la produzione confezionistica per questo momento di emergenza. Al momento preferiscono non rendere nota la loro identità, ma sappiamo che ne sono state prodotte già un migliaio per testarle e si è in attesa di un’autorizzazione regionale. Nonostante non sia necessario produrre mascherine ad alto valore protettivo (tipo FFP3, con valvola di esalazione, ad esempio), le mascherine prodotte dalle confezioni di Martina Franca potrebbero essere utili per l’utilizzo dei cittadini nella quotidianità. Secondo una nostra fonte, le prime potrebbero essere distribuite gratuitamente alla popolazione, in accordo coi supermercati o altri punti vendita, anche per andare incontro alle esigenze della popolazione, spesso costretta ad acquistarle scadenti e a carissimo prezzo. La scelta di produrre mascherine è nota da giorni e ha avuto il cauto plauso anche del sindacato Filctem Cgil.

Nel frattempo, però, a Martina Franca, ci sono già artigiane che si stanno dando da fare, come Stella Galluzzo, che si è messa a fare mascherine in TNT, il tessuto coprimacchia, per intenderci, che ha regalato ai volontari della Casa del Volontariato, e al COC di Martina Franca, grazie ai materiali regalati da Serveco. O come sta accadendo a Ginosa, dove la nota stilista Carmen Clemente ha messo al lavoro tutta la famiglia, producendo mascherine protettive in cotone: più di mille prodotte ininterrottamente fin’ora per medici, Croce Rossa, Protezione Civile, Carcere di Matera, anziani della Casa Famiglia di Ginosa e tanta gente comune che non è riuscita ancora a procurarsi uno schermo di protezione dal contagio. Senza contare, ovviamente, quelle prodotte dalle confezioni locorotondesi, già distribuite in parte alla popolazione.

(nella foto le mascherine protettive prodotte a Ginosa)

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