Quando restare a casa può essere pericoloso, si può contattare il Centro Antiviolenza “Rompiamo il silenzio”

/ Autore:

Cronaca, Società


Pubblichiamo integralmente una lettera dell’avvocato Filomena Zaccaria, del centro antiviolenza “Rompiamo il silenzio”

In questo momento storico e sociale così delicato,  emergono problematiche di rilievo in ordine alla tutela delle donne vittime di violenza ed i minori vittime di violenza assistita: la convivenza con il marito/compagno che agisce violenza fisica, economica e psicologica  determina l’impossibilità per le donne di recarsi presso il centro antiviolenza; avere contatti con le operatrici dei centri antiviolenza; la presenza del maltrattante in casa impedisce alle donne persino di poter chiamare e/o scrivere alle operatrici del CAV; infatti durante la continuativa e forzata convivenza la vittima subisce maggiori maltrattamenti e sopratutto è costretta a devolvere tutte le sue energie a tutelare la propria incolumità fisica e quella dei figli, fino ad assumere “anche inconsapevolmente” delle strategie comportamentali atte ad evitare episodi di aggressione fisica, verbale,  nel silenzio e nell’isolamento;, resta sola in un contesto violento e nocivo per se ma anche per I figli che assistono alla violenza agita sulla loro madre. I figli, se adolescenti sono impegnati a proteggere, mediare, calmare, insomma a vivere uno stress maggiore senza la possibilità di uscire per respirare contesti diversi (amicali, scolastici ecc).

Il Centro Antiviolenza garantisce la reperibilità telefonica h24 mediante l’accesso al numero tel 331 7443573, o sulla pagina fb “centro antiviolenza Rompiamo il Silenzio”, oppure al 1522 – numero antiviolenza ed antistalking. Le operatrici svolgono telefonicamente supporto psicologico e consulenza legale e, in situazioni di pericolo e di emergenza potrà essere attivata immediatamente la rete interistituzionale a tutela delle donne e minori.

E’ importante che in questo periodo, anche i vicini di casa si rendano disponibili ad aiutare le donne ed i minori in pericolo, se “sentono ed avvertono” urla, pericolo possono devono contattare le  forze dell’Ordine che potranno intervenire e porre in essere tutte le tutele necessarie.

Le donne che in questo periodo chiederanno aiuto, sfidando il pericolo del contagio, sono donne che, nelle proprie case, sono esposte ad alto rischio per la propria vita.  Pertanto una corretta ed immediata valutazione del rischio, potrà permettere alle Forze dell’Ordine e/o alla A.G.,  di porre in essere tutte le misure idonee ad evitare che la donna con i minori si allontanino dal domicilio domestico. Perché le case rifugio  non possono accogliere, a causa dell’emergenza codiv19, perché metterebbero a rischio di contagio le altre ospiti della casa.

Questo momento storico,  così difficile per ognuno di noi, diventa per le vittime di violenza domestica un momento di totale annientamento del sè, è il momento in cui l’esposizione alla violenza fisica e/o psicologica  è massima,  considerata la convivenza forzata.

Per questo tutti i canali di comunicazione hanno l’obbligo deontologico di segnalare questo pericolo, di rendere pubblico alle donne ed ai minori, reclusi in casa con il loro “carnefice”, che le istituzioni non li hanno abbandonati, che i centri antiviolenza, nel nostro territorio il cav “Rompiamo il Silenzio”, sono sempre in attivo, h24, sempre presenti.

Purtroppo il fenomeno della violenza di genere, da alcune istituzioni e per molti cittadini/cittadine è considerato irrilevante, a volte minimizzato, fino ad attribuire la responsabilità dei comportamenti maltrattanti alla vittima che “in fin dei conti se li è cercati con il suo comportamento”; oppure che la convivenza protratta per tanti anni in un clima maltrattante di fatto esprime il consenso della vittima e/o la strumentalità di una eventuale denunzia dopo tanti anni; molto semplicemente alcuni commenti esprimono il fatto che “ se è stata tanti anni nella violenza, proprio ora vuole denunziare, proprio ora vuole uscire? ci sono cose più importanti!”; ma cosa è di più importante della tutela di persone vulnerabili ed esposte a pericolo di vita??

Oggi noi tutte operatrici del Centro Antiviolenza “Rompiamo il Silenzio” vogliano lanciare un messaggio forte alle istituzioni ed alla opinione pubblica: non lasciamo sole le donne ed I loro figli.

Il loro silenzio oggi grida aiuto, sostegno, impegno, ascolto, denunzia; riscopriamoci comunità, ogni sofferenza di bimbi e donne esposti a violenza esprime il fallimento di una società che non è più in grado di tutelare le persone vulnerabili, le donne maltrattate devono sapere che non sono sole, che le istituzioni ci sono e che possono in ogni momento essere tutelate e protette.

Noi ci siamo accanto a loro e ci saremo sempre, l’auspicio che questo impegno sia di tutti i soggetti preposti alla loro tutela immediata e futura.

avv. Filomena Zaccaria

CONSULENTE RETE CAV SUD EST DONNE:

– ROMPIAMO IL SILENZIO (GINOSA, MASSAFRA, MARTINA F.)

– ANDROMEDA (PUTIGNANO)


commenti

E tu cosa ne pensi?