Francesco, due settimane di volontariato in Lombardia: “Restate a casa, non c’è altro modo”

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Cronaca


Turni dalle otto del mattino alle otto della sera, anche quindici chiamate al giorno. Pochi secondi per mettersi i dispositivi di prevenzione individuali e le persone che accoglievano piangendo l’arrivo dei volontari. Francesco Albanese, volontario della Misericordia di Martina Franca dal 2008, è partito il 22 marzo e tornato ieri sera, con una delegazione pugliese dell’associazione, per dare supporto al 118 di Bergamo e Brescia. “Ognuno aveva il suo compito e una volta là il nostro unico pensiero era salvare quante più vite possibile. Siamo usciti anche quindici volte in un solo giorno”. Il gruppo pugliese, composto anche da due volontari provenienti da Andria e Borgo Mezzanone, ha lavorato per due settimane. “Per strada non c’è nessuno, solo ambulanze e polizia. Pochissime persone costrette a fare la spesa. Non è come qui, non è come lo si vede in televisione”.

Ogni volta che si usciva tuta, mascherina, guanti e visiera erano fondamentali, perché anche se se non si doveva assistere un contagiato da coronavirus, il rischio è sempre stato alto. Francesco ora è in quarantena, a casa, e vi rimarrà per due settimane. Operaio a giornata, volontario dal 2008, attaccato all’uniforme della Misericordia: “Amo la divisa che porto addosso”. Ai suoi concittadini ha voglia di lasciare un messaggio: “Lì quando le persone aprivano la porta, spesso piangevano, perché si rendevano conto che venivamo da lontano pur di dare una mano. Ai miei concittadini dico di rimanere a casa perché la vita è una sola e non tutti ce la fanno. Le regole possono salvare la vita”.

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