Arrivano le mascherine per i medici di base, che fanno una proposta per de-ospedalizzare l’emergenza

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Cronaca, Società


L’Asl di Taranto ha comunicato che da domani saranno disponibili per i medici di base della provincia le mascherine FFP2. Millequattrocento, otto a testa. I medici potranno ritirare i dpi presso gli uffici dell’Asl.

Nel frattempo, il 31 marzo scorso, la Federazione Italiana Medici di Famiglia (FIMG) e la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) hanno proposto a Michele Emiliano e al Direttore Dipartimento Salute Vito Montanaro e al Presidente OMCeO Bari Filippo Anelli, un piano articolato in due proposte per affrontare i contagi con pochi sintomi, in assenza dei tamponi.

L’obiettivo delle due proposte” si legge nel documento “definire una strategia per passare ad un approccio clinico sul territorio dell’emergenza Coronavirus, vista l’attuale difficoltà del sistema nell’eseguire il tampone a tutti i soggetti sintomatici. Anche in assenza di tamponi, effettuare diagnosi con il criterio clinico significa identificare da subito i soggetti paucisintomatici e avviare se necessario la terapia domiciliare e l’osservazione clinica attraverso l’auto-monitoraggio di alcuni parametri come la saturazione di ossigeno nel sangue, utile a diagnosticare precocemente la criticità della funzione respiratoria. Questo approccio, se portato avanti con la possibilità per l’autorità sanitaria preposta di predisporre la quarantena per i casi segnalati dai medici di medicina generale, consentirebbe di avviare l’isolamento domiciliare dei soggetti con sintomi riconducibili al Covid-19 e dei loro contatti, in modo da limitare più efficacemente le possibilità di contagio. Le Unità speciali di continuità assistenziale dovranno supportare l’attività clinica domiciliare in condizioni di sicurezza per gli operatori.”

Superare il modello di gestione dell’emergenza fondato sugli ospedali

Il modello ospedalo-centrico di gestione dell’epidemia non è efficace. Se vogliamo fronteggiare l’emergenza dobbiamo adottare un modello operativo che sfrutti la rete territoriale della medicina generale per identificare tutti i casi sospetti e trattare il numero più alto possibile di pazienti a domicilio.” – dichiara Nicola Calabrese, Vice-Segretario nazionale FIMMG – “Per farlo serve un modello operativo e linee guida chiare per tutti i medici del territorio. Ci aspettiamo ora di confrontarci con la Regione sul modello che abbiamo sviluppato insieme a SIMG e alla Clinica di malattie infettive del Policlinico”.

Le linee guida prevedono software e strumenti di telemonitoraggio, oltre che kit di supporto per l’auto-monitoraggio del paziente a domicilio, una serie di schede per la valutazione clinica a distanza da parte dei medici e criteri univoci per identificare i casi con sintomi riconducibili al Covid-19 – spiega Donato Monopoli, Segretario FIMMG Puglia – “Elencano anche una serie di indicazioni utili ai pazienti domiciliati, per esempio su come va gestita la casa e i rapporti con le persone che assistono il malato.”

Il modello di presa in carico illustrato nel documento deve essere affiancato dall’attuazione di tutte le misure preventive volte a proteggere le persone maggiormente a rischio per complicanze della malattia e mortalità. Tra queste sicuramente gli anziani, fragili e multi-morbidi. A queste persone ed a chi li ha in cura deve essere garantita la migliore protezione possibile e la diagnosi precoce. In particolare mi riferisco – spiega Ignazio Grattagliano , coordinatore regionale SIMG – alle strutture residenziali sociosanitarie ospitanti soggetti con patologie croniche, disabilità di varia natura o con altre problematiche di salute e che rappresentano dei temibili focolai di infezione.


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