Ristoranti, bar e negozi alle 21.00 accenderanno le insegne per 19 minuti. “Noi ci siamo”

Decine di attività commerciali di Martina Franca hanno deciso di accendere le proprie insegne alle 21.00 di questa sera, per 19 minuti (come il Covid-19) come manifestazione pacifica della loro esistenza. L’emergenza coronavirus ha colpito duramente il settore ho.re.ca., quasi definitivamente, e per questo gli esercenti martinesi, sull’onda del movimento #risorgiamoItalia, l’iniziativa nazionale organizzata dal mondo della ristorazione che questa sera vedrà protagonisti migliaia di esercizi, coinvolti in una protesta silenziosa e pacifica per esprimere la volontà di tornare a illuminare le strade ed i vicoli delle città.

Daniele Pascali, titolare della vineria Divino, spiega: “Abbiamo già aperto una discussione con Bruno Maggi del Comune, per vedere cosa si può organizzare per portare quanti più aiuti al commercio, non solo per l’ho.re.ca. In questo momento siamo uniti, assieme a noi stanno manifestando tante attività commerciali“. Le richieste riguardano i servizi comunali, a cominciare dalla possibilità di ampliare i dehor, scontarne i costi, ma anche sconti sui tributi locali, TARI e TOSAP, per il periodo che non si è lavorato: “Abbiamo bisogno di aiuti concreti, finanziamenti a fondo perduto e non solo prestiti. Tra mancati incassi, debiti, conti da pagare, siamo morti. Poi ci sono gli affitti“. Alcuni proprietari chiudono un occhio, altri che campano solo di quello non possono. E a catena tutto si ripercuote fino all’ultimo anello della catena. “Vorremmo che il Comune ci fornisca guanti e mascherine, tutti i dpi necessari“, conclude Pascali.

Gianfranco Palmisano, titolare del ristorante Gaonas, commenta l’ordinanza della Regione che permette qualche giorno di anticipo per le aperture: “Vorremmo solo lavorare in sicurezza e non iniziare in fretta e furia. Questo non ci interessa. Noi vogliamo cominciare nelle migliori condizioni possibili, anticipare non serve a niente e sta solo alla nostra buona educazione come rispettare le regole. Più che anticipare, è più importante sapere come aprire, quali saranno i dpi, come dobbiamo trattare con i clienti. Non possiamo andare allo sbaraglio“.

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