Alberobello: caos sulle assegnazioni di edilizia residenziale pubblica. Le opposizioni chiedono la testa del Vicesindaco

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Cronaca, Politica


Il TAR ha accolto il ricorso di una famiglia di Alberobello che si è vista “scorrere” in graduatoria nonostante avesse acquisito un punteggio tale da poter essere inserita come beneficiaria di un alloggio.

La signora in questione, come si legge dalla sentenza del TAR, ha partecipato all’evidenza pubblica del comune di Alberobello per l’assegnazione in locazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica (e.r.p.), documentando la sua condizione di pensionata civile, vedova, disabile, genitrice di un figlio disabile a carico.

Il Comune di Alberobello le ha riconosciuto 8 (otto) punti complessivi, segnatamente 4 per la “pensione sociale”, 3 per la stato di handicap ed 1 per l’incidenza del canone locativo sopportato, così da collocarla al 16° posto della graduatoria (in quanto sesta nel sorteggio degli otto concorrenti, classificatisi tutti con 8 punti). Con lo stesso punteggio, la sig.ra si collocava al 16° posto anche nella parallela graduatoria speciale “handicap”, prevista dalla normativa al fine di precostituire una griglia degli aventi diritto per categorie, per il caso in cui si rendessero disponibili, nel tempo, soluzioni abitative dedicate ai disabili. Con avviso in data 9.11.2017, il Comune di Alberobello pubblicava la graduatoria definitiva sul sito istituzionale dell’Ente, senza che venissero proposte impugnative.

In piena vigenza delle graduatorie, giungeva la prima occasione abitativa riferita al Contratto di Quartiere II realizzato ad Alberobello per 20 alloggi per utenze differenziate, con fondi pubblici statali (ex legge n. 21/2001) e fondi regionali, per un totale di euro 2.499.459, 36. Leggendo il provvedimento di assegnazione del 30.4.2019, la ricorrente apprendeva di non essere la destinataria di uno dei 16 alloggi assegnati agli appartenenti alla graduatoria speciale dei disabili, avendo “la verifica della permanenza dei requisiti dato esito negativo”. Constatava, poi, che nella prevista fase di verifica dei requisiti, era stato operato uno scorrimento di graduatoria, tale da esaurire quella per disabili. Uno scorrimento ritenuto infondato e l’esclusione illegittima.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza), con
sentenza n. 731/2020
, del 21 maggio 2020, ha accolto il ricorso, annullato i provvedimenti impugnati e condannato il Comune alle spese sostenute dalla ricorrente, liquidate in euro 1.500, oltre Iva, c.p.a. e rimborso del contributo unificato, per il resto compensando le spese giudiziali tra le parti.

Il caos legato alla sentenza del TAR ha portato le opposizioni in Consiglio Comunale a chiedere la testa del Vicesindaco, e assessore Urbanistica e LL.PP., Giuseppe Ricci.

I consiglieri comunali dei gruppi di minoranza, Patto per Alberobello e Gruppo Misto, hanno inoltrato la richiesta di riunione urgente del Consiglio Comunale “straordinario”, di persona, da svolgersi presso la Sala Consiliare del Municipio di Alberobello. La richiesta a seguito della sentenza del TAR regionale 731/2020, del 21 maggio 2020 e la grave situazione da essa generata. I due gruppi consiliari, intendono aprire il confronto della discussione su due punti:

1) “Mozione per il ritiro delle deleghe al Vicesindaco e assessore al ramo, Giuseppe Ricci; discussione sulla grave responsabilità politica dell’assessore al ramo nella vicenda relativa alla sentenza del TAR regionale 731/2020 del 21 maggio 2020”.

2) “Interrogazione avente per oggetto: Deposito soldi per istituzione Condominio presso gli uffici comunali, afferente ai medesimi alloggi di edilizia popolare, oggetto della sentenza sopraccitata e sui motivi per i quali non sia stata data, fino ad oggi, nessuna risposta, con evidenza di ritardo ed omissione anche penalmente perseguibili, nonostante siano trascorsi 9 mesi dalla presentazione della medesima da parte del gruppo Patto per Alberobello”.


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