Non disprezzate quei privilegi invisibili che vi sono stati concessi

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Società


di Davide Simeone*

Mi ricordo quando avevo sedici anni. Lo scooter, la sala giochi, il branco e quella sensazione di essere immortali. Se non avevi il casco, se non usavi gli specchietti, se smontavi il cavalletto eri quello più figo di tutti. Come se fosse una competizione a chi era più bravo a rompere gli schemi. Non rispettare le regole. Non assumersi mai le proprie responsabilità.

Sono passati vent’anni e io ho capito tante cose della mia adolescenza: ricordo con affetto la mia ingenua leggerezza, quella scarsa capacità di comprendere gli eventi e di guardare il mondo con gli occhi di un adulto. Non è bastato raccontare la sfida di tanti amici fragili durante questa emergenza nell’emergenza, pazienti immunodepressi e malati oncologici.

E non è bastato neanche portare l’attenzione sulla bellezza della vita, su quegli attimi di gioia e spensieratezza che abbiamo imparato a scorgere durante questi mesi difficili anche solo incrociando due occhi che ci sorridevano oltre una mascherina.

C’è un nemico invisibile ancora tra noi, c’è un adolescente a pochi chilometri che ce lo dovrebbe ricordare: non serve aver perso qualcuno per realizzare il dramma sociale, psicologico ed economico che stiamo vivendo. No, non siete più fighi degli altri.

C’è per tutti un momento in cui la vita vi sveglia e come il suono di una campanella ricorda che è il momento di scendere dalla giostra, di aprire gli occhi, di rispettare la paura e il dolore del prossimo. Quello che altrove vi hanno insegnato a odiare con tutte le vostre forze. Non disprezzate quei privilegi invisibili che vi sono stati concessi e che altrove a tanti vostri coetanei sono stati negati. Rispettate voi stessi e la vostra intelligenza. La vera ribellione è questa. Se volete essere rivoluzionari, imparate a rispettare ogni essere umano.

*Abbiamo chiesto un contributo ispirato dalla foto del ringo a mezzanotte di un venerdì di maggio 2020, a poche settimane dal lockdown. Davide Simeone, scrittore di Martina Franca, si è prestato volentieri e amichevolmente, scrivendo per noi queste righe. Nella foto, che ci è stata inviata da un nostro lettore, non ci sono solo giovani anagrafici, ma persone di tutte le età. 


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