Ambiente. Quali sfide per il futuro

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Ambiente


di Claudio Ventura

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si è celebrata ieri, ecco un articolo che ci invita a riflettere su quali sono le sfide che ci attendono nel prossimo futoro.

Gran parte delle attività umane risultano essere molto impattanti e non possono rientrare, almeno attualmente, in un piano di sviluppo sostenibile.

Partiamo dall’edilizia. Considerando che in Europa, la sola edilizia è responsabile del 40% del consumo energetico totale, è evidente che si tratti di un settore estremamente impattante e sul quale è possibile intervenire.

Uno degli obiettivi principali degli ultimi anni, infatti, consiste nel migliorare l’eco-profilo degli edifici. Dagli studi di LCA (Life Cycle Assessment) è emerso che i maggiori impatti degli edifici sono imputabili alla fase di uso.

Per questo motivo è sempre più importante realizzare strutture utilizzando materiali con ottime prestazioni in termini di isolamento termico ed impianti che siano in grado di sfruttare le fonti energetiche rinnovabili.

Parliamo di Net Zero Energy Buildings, o di edifici ad energia netta pari a zero, in cui il consumo energetico annuale dell’edificio è uguale all’energia generata grazie alle fonti rinnovabili.

Da quanto sottolineato in precedenza emerge l’importanza e la necessità di promuovere politiche di decarbonizzazione ed in favore di una transizione energetica. Il passaggio dalle fonti energetiche tradizionali alle fonti rinnovabili è essenziale per promuovere piani di sviluppo sostenibile nel settore dell’edilizia e non solo.

Con l’aumento di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, infatti, si ridurrebbero al minimo gli impatti ambientali dei veicoli elettrici. In questo modo calerebbero le emissioni inquinanti imputabili al traffico, incentivando una mobilità più sostenibile e meno impattante.

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