Steward antimovida. Collettivo 080: “Attenti che non accendano risse”

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Politica, Società


La necessità di controllare la vita notturno martinese ha portato Palazzo Ducale e l’assessorato al Turismo, a fare una convenzione per l’utilizzo di tre steward notturni che avranno il compito di “sensibilizzare” chi sarà in giro. Una scelta che ha trovato il plauso di bar e ristoranti. Gli studenti organizzati nel Collettivo 080 sollevano alcune perplessità. A una delle quali, riguardante i limiti delle azioni degli steward, ci è stato risposto in conferenza stampa “i limiti di legge“. Quali limiti e quale legge, non è stato specificato.

Molti sono i dubbi e le perplessità diffusi fra la gente” dichiara Serena Turnone, coordinatrice del Collettivo 080 – Rete degli Studenti MediUn primo interrogativo su cui riflettere riguarda l’utilità e l’efficacia di un tale provvedimento: siamo realmente sicuri che così vada risolta la situazione?“.

Interrogarsi sulla validità della scelta politica non risolve, tuttavia, le questioni che emergono immediatamente con l’entrata in vigore della delibera.

Quali saranno i compiti dello steward? Cosa può fare realmente e quali sono i limiti del suo campo di azioni? Trovare una risposta a questi interrogativi è fondamentale, altrimenti a Martina Franca si rischia di vivere una ‘politica della paura’: uno ‘stato di polizia’ in cui non si sa bene cosa è lecito o no, se quando si esce la sera si è in regola o meno. Urge più che mai una chiarezza che deve essere messa quanto prima in luce!
-Usare i ‘giovani’ come caprio espiatorio. Generalizzare non porta a nulla, creare nemici immaginari da criminalizzare non può mai essere una scelta saggia. L’art. 27 della Costituzione recita che ‘la responsabilità penale è individuale’, lo stesso si deve dire anche per la responsabilità in generale quando non gestita collettivamente. I giovani non possono essere criminalizzati in quanto tali, sia perché sono una categoria del tutto indefinita sia in quanto renderebbe attacabile i/le ragazze/i/* che, di fatto, non c’entrano nulla.

Essere attenti che l’arrivo degli steward non accenda la miccia per risse, scontri o altro, contrariamente a quanto si cerca di fare. Come può rispondere gente alticcia, magari non di Martina, fermata per strada ed invitata a fare silenzio da uno sconosciuto? È un problema che bisogna porsi per evitare che la situazione degeneri.

Vogliamo essere fiduciosi” continua Serena Turnone “ed immaginare che andrà tutto per il meglio. Tuttavia, ci sentiamo obbligati ad evidenziare come un coinvolgimento delle categorie giovanili in quelle che sono le scelte comunitarie sia necessario se il fine ultimo è la costruzione di un futuro di buona convivenza e di responsabilità“.


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