“Popolo diletto” Domani presentazione del libro sulla visita di Wojtyla a Martina Franca

Sarà presentato lunedì 6 luglio (ore 20.00 Basilica di San Martino) nell’ambito del programma di iniziative per la festa patronale di Martina Franca. Si tratta del volume “Popolo Diletto” scritto da Ottavio Cristofaro per celebrare e ricordare la visita di Giovanni Paolo II a Martina Franca 30 anni fa. Edito da Posa edizioni, il libro è un concentrato di ricordi e testimonianze, per una visita entrata nella storia della comunità martinese. La foto di copertina è del decano dei fotografi martinesi Benvenuto Messia, il quale ha messo a disposizione della pubblicazione diversi scatti da lui realizzati in quella storica giornata del 29 ottobre 1989.

Durante la presentazione del volume interverranno don Peppino Montanaro, parroco della Basilica di San Martino; Antonio Scialpi, assessore alla Cultura; Franco Punzi, presidente del Festival della Valle d’Itria; e l’editore Attilio Posa. A moderare la serata ci sarà Agostino Convertino.

Sinossi

Giovanni Paolo II non si aspettava una Martina Franca così importante. In piazza XX Settembre concluse il suo discorso, a margine di una visita passata alla storia e capitata in un momento particolarmente significativo per la comunità martinese. A fare gli onori di casa l’allora Arcivescovo di Taranto Mons. Salvatore De Giorgi, che a Martina predispose una complessa macchina organizzativa coordinata dall’allora vicario foraneo don Michele Castellana, responsabile della tappa in Valle d’Itria.

Passarono dalle mani di don Michele i capi di abbigliamento che gli imprenditori tessili martinesi vollero donare al Pontefice, assieme a tutti gli altri doni che la generosità popolare fece recapitare al Vaticano.

Nel 1989 Martina viveva uno dei suoi momenti migliori, sotto numerosi punti di vista, fiore all’occhiello dello sviluppo nel sud Italia, spinta da un’economia forte su cui primeggiava un manifatturiero in crescita esponenziale, che aveva saputo fare del capospalla il suo punto di forza. Erano gli anni in cui si compiva lo spopolamento del centro storico.

Un progressivo esodo che aveva radici profonde e che era stato già descritto e anticipato da Cesare Brandi nel suo volume dedicato a Martina Franca, il quale non mancò di sottolineare questo impulso a cancellare le tracce contadine e paesane e a rinnovarsi in senso puramente cittadino. A ridosso degli anni ’80 e ’90, infatti, l’economia della città si trasformò radicalmente, cedendo il primato che era dell’agricoltura, a favore proprio del tessile e anche dell’edilizia.

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