Covid e scuola. Mensa sospesa fino al 2021

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Politica, Società


Niente servizio mensa per le scuole di Martina Franca. Questa è una delle misure anti-covid previste dal tavolo tecnico tra Amministrazione e dirigenti scolastici e ratificata con una delibera di giunta del 16 luglio scorso.

Una scelta drastica che però sembra dettata da due motivi principali: non si può garantire un protocollo di sicurezza per la somministrazione dei pasti e servono tutti gli spazi disponibili per permettere agli alunni di frequentare in presenza.

Secondo le linee guida ministeriali, infatti, ci dovrà essere la distanza di un metro tra un alunno e l’altro, e due metri dalla cattedra. Nelle aule, di misura media, potranno essere presenti al massimo diciassette studenti e servono quindi tutti gli spazi disponibili. Lunedì scorso al Comune si sono susseguiti i dirigenti scolastici del primo ciclo, per condividere con Palazzo Ducale la necessità di spazi. Al momento si sta facendo una cernita tra gli spazi comunali disponibili.

Secondo l’assessore al Diritto allo Studio Antonio Scialpi, l’Amministrazione si sta muovendo su quattro assi principali: “Garantire le lezioni in presenza, ridurre il tempo medio di presenza nelle scuole, evitare i doppi turni e utilizzare la massimo il patrimonio comunale”. Il tempo pieno è al momento sospeso fino al 31 dicembre 2020, ma si attendono i dati epidemiologici di agosto, che saranno quelli determinanti per la ripresa della scuola.

Sul banco c’è anche il trasporto scolastico, che a Martina Franca coinvolge circa 400 ragazzi che arrivano a scuola su 16 scuolabus. Non ci sono al momento provvedimenti statali né regionali e si farà riferimento alla norma per i trasporti pubblici, ovvero si potrà salire con la mascherina.

La scelta di sospendere il tempo pieno e quindi la mensa impatterà sicuramente sia sulle famiglie di lavoratori che sugli stessi lavoratori delle mense.

Elena Convertini, consigliera comunale di Sinistra Italiana, quindi di maggioranza, commenta: “Va detto chiaramente che la nostra priorità é e dovrà sempre essere garantire la sicurezza dei bambini. Verificate le varie ipotesi, al momento non é possibile assicurare la mensa così come l’abbiamo conosciuta. Ciò non deve farci rinunciare al tempo pieno, fondamentale per la gestione dei tempi tra lavoro e famiglia.Una soluzione sarebbe consentire alle famiglie di portare il pranzo dall’esterno per consumarlo direttamente nelle classi.Si lavori per arrecare alle famiglie il minor disagio possibile, perché se così non fosse a pagarne le conseguenze sarebbero, ancora una volta, innanzitutto le donne”.


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