“Veto” a Carrisi? Palmisano: “È un grande scrittore, porta in alto il nome di Martina Franca”

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Politica, Società


Nessun veto è stato posto a Donato Carrisi. La replica di Palazzo Ducale non arriva per le vie ufficiali, ma solo attraverso la viva voce dell’assessore Gianfranco Palmisano, lasciato solo a sostenere un confronto difficile con un intellettuale di fama internazionale. Solo senza ufficio stampa, solo senza consiglieri, solo senza partito.

“Stiamo valutando se coinvolgere gli avvocati”, spiega a ValleditriaNews, “perché quello che ha raccontato Carrisi non è vero. Lui è uno scrittore che porta in alto il nome di Martina Franca e questo non si può non riconoscerlo, come assessore. Come cittadino invece è un’altra cosa”.

Carrisi, nella conferenza stampa di ieri mattina, è chiarissimo: il suo nome non è tollerato a Palazzo Ducale, perché, secondo lui, si sarebbe permesso di criticare pubblicamente l’Amministrazione. Questo sarebbe emerso durante un colloquio informale tra Giulio Dilonardo, titolare del Cinema Verdi e Gianfranco Palmisano, assessore al Turismo, alla presenza di Valeria Semeraro, capo di gabinetto del Comune di Martina Franca. “Dilonardo ha rinunciato da solo alla possibilità di fare la rassegna cinematografica nell’atrio di Palazzo Ducale”, spiega Palmisano, “prova è una PEC con cui ci annuncia la rinuncia formale”.

La PEC in questione non ci è stata fornita da Palmisano, perché corrispondenza privata, ma una copia viene comunque diffusa su Facebook.

La rassegna cinematografica è però solo il contesto nel quale si è verificato l’episodio di presunta censura. Dopo l’episodio ci fu una telefonata, come racconta Carrisi stesso, tra Palmisano e lo scrittore, nella quale il primo affermava di aver fatto una battuta. Carrisi spiega durante la conferenza stampa: “Mi sarei dimesso, per una questione di orgoglio”, e quindi “per il bene della città”. E mentre si prova a spiegare che la rassegna cinematografica si è comunque fatta, e che non c’è prova formale del veto, Carrisi risponde: “Giulio Dilonardo mi ha informato. Uno degli interessati mi ha chiamato ammettendo che il veto era stato posto ma in maniera ironica. Non mi occupo di organizzare rassegne cinematografiche. Non so altro, perché ero semplicemente ospite della rassegna”. “Vi riporto semplicemente un fatto, che riguarda me ma che riguarda anche la città. Questo metodo è stato utilizzato con me, ma è stato utilizzato con altri?”.

Che l’evento si sia fatto o meno a Palazzo Ducale, spiega Carrisi, poco conta, perché il fatto quel presunto veto posto sull’intellettuale voce critica, non allineato.


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