Biblioteca. Illuminazione scarsa, poche prese elettriche e personale: la denuncia di un gruppo di utenti

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Società


Gestione carente della struttura, silenzio quasi mai rispettato, illuminazione insufficiente, poche prese elettriche. Un gruppo costituito da 17 utenti assegnatari delle postazioni di studio all’interno della Biblioteca Civica “Isidoro Chirulli” e 12 già utenti della struttura nel periodo pre-Covid hanno inviato una lettera a Palazzo Ducale nella quale denunciano la condizione in cui versa la Biblioteca. Di seguito il testo integrale:

Segnalazione delle criticità della Biblioteca Civica “I. Chirulli” riscontrate dall’utenza. I sottoscritti (nomi rimossi su richiesta del mittente della segnalazione, ndr) in qualità di assegnatari rispettivamente delle postazioni della Sala Lettura della Biblioteca Civica “Isidoro Chirulli” e 12 già utenti della medesima struttura nel periodo antecedente all’emergenza legata al Covid-19,

S E G N A L A N O

una complessiva carente e approssimativa gestione di suddetto ambiente e tale da rendere sempre meno efficiente la fruizione del servizio per cui questi trova quotidiana destinazione.

Nella fattispecie, si evidenziano le seguenti criticità:

  • impossibilità a garantire con continuità le condizioni di assoluto silenzio, indispensabili per qualsiasi attività che richieda la massima concentrazione, a causa delle operazioni di prenotazione testi e tesseramento che si svolgono a ridotta distanza dalle postazioni di studio e la cui durata supera anche l’ora per singola utenza. A questo, si aggiunge l’impossibilità a schermare le conversazioni del personale in servizio nell’adiacente Mediateca, a causa degli accessi che mettono in comunicazione i due ambienti e che si presentano costantemente aperti;
  • mancata manutenzione dell’impianto di illuminazione perimetrale, a cui è demandato il contributo prevalente nell’erogazione della luce artificiale della Sala. Tale impianto si presenta attualmente, e da oltre un anno, al 50% della propria efficienza;
  • insufficienza del numero di ingressi per il collegamento alla rete elettrica degli strumenti di studio e lavoro, quali pc e/o tablet, e di cui sono privi anche i nuovi arredi recentemente installati;
  • necessità di incrementare il personale in servizio, ricorrendo se necessario ai vincitori del bando per il servizio civile, allo scopo di evitare l’attuale riduzione degli orari di apertura pomeridiana e garantire la regolare fruizione dei servizi specie in caso di assenza (per ferie o malattia) delle attuali unità in servizio
  • impossibilità a garantire nel periodo invernale (ottobre-aprile) le condizioni termo-igrometriche prescritte secondo le Norme UNI 10339 e che, per il suddetto arco temporale, richiedono una temperatura costantemente pari a 20° per gli ambienti destinati a sala lettura. Il mancato raggiungimento di tali standard si verifica principalmente nelle fasce pomeridiane e del fine settimana, in cui l’impianto di riscaldamento risulta spento (ad eccezione dei rientri pomeridiani del martedì e del giovedì). In questo senso, anche gli infissi e i serramenti installati non concorrono alla coibentazione dell’ambiente, le cui precarie condizioni sono altresì fonte primaria di disturbo acustico, con prevalenza nelle giornate ventose;
  • frequente indisponibilità della Sala Lettura, destinata con cadenza crescente nell’ultimo anno a eventi di svariata natura quali mostre, concerti, seminari pubblici e privati, saggi, e persino corsi di aggiornamento per il personale del Comune;
  • assenza di servizi igienici dedicati in esercizio;

A tali criticità ordinarie, con le quali è sovente il confronto quotidiano, si aggiungono anche le situazioni in cui sono gli stessi utenti a dover richiamare l’osservanza delle norme del regolamento interno: ciò avviene in particolare nel corso di conversazioni telefoniche intraprese all’interno dell’ambiente di studio o di conversazioni private che coinvolgono utenti e personale. A tale proposito, è significativo l’episodio occorso in data 5.3.2020, quando nella Sala Lettura è stato consentito, senza impedimento alcuno, l’ingresso di un utente accompagnato dal proprio cane di media taglia e privo dei necessari guinzaglio e museruola (come, invece, da D.P.R. n.320/1954): l’animale ha potuto così muoversi liberamente per l’intero ambiente, avvicinandosi indisturbato alle postazioni studio e agli archivi storici, nonostante il richiamo inascoltato al rispetto delle norme proveniente da chi assisteva all’accaduto e rivolto al personale presente in Sala Lettura e Mediateca.

Le carenze di una gestione organica poco attenta e non capace di tener conto di tutte le problematiche che ciclicamente si susseguono, emerge chiaramente dall’annuale definizione degli orari di apertura per il periodo estivo, mai uguali a quelli dell’anno precedente e distanti dalle esigenze di una utenza che, in questi mesi dell’anno, si presenta rinnovata rispetto a quella invernale, giacché costituita esclusivamente da universitari, di cui una consistente parte fuorisede, oltre che da chi è impegnato nella preparazione degli esami di abilitazione agli ordini professionali e di concorsi pubblici.

In questo stesso periodo dell’anno, altresì, a causa del mancato isolamento acustico di cui la struttura è priva, diventa difficile la convivenza con le attività connesse al Festival della Valle d’Itria, a partire dalle operazione da cantiere di allestimento del palco e fino alle prove delle rappresentazioni e agli stessi spettacoli. Ed è proprio a causa di tali eventi (prove e rappresentazione delle opere) che si rende necessaria la costante chiusura anticipata della Sala Lettura nella fascia pomeridiana, individuando quali alternative suppletive il Villagio Sant’Agostino e le sale ristoro del Mu.Ba che, per conformazione infrastrutturale e diversa destinazione d’uso di progetto, non sono in grado di assolvere alle funzioni richieste da un’utenza che necessita di adeguati arredi (ancorché tavoli da bar o banchi della scuola primaria), oltre che di impianti elettrici e di connessione internet soddisfacenti.

La chiusura anticipata e riferita al periodo estivo, si innesta in una problematica ben più ampia e riguardante le frequenti indisponibilità che coinvolgono la Sala Lettura durante l’intero anno, costantemente individuata quale contenitore principale per gli eventi di più svariata natura (si veda il punto 5) e quasi mai armonizzati in corrispondenza dell’unico giorno di chiusura settimanale. In queste circostanze, in maniera più o meno ufficiale, vengono riservate all’utenza alcune improvvisate destinazioni di Palazzo Ducale, come la Sala Consiliare, la Sala degli Uccelli o la Pinacoteca che, per conformazione e destinazione originaria, avrebbero invece maggiore propensione ad ospitare proprio quegli stessi eventi alla base delle suddette indisponibilità. Senza considerare gli altri spazi pubblici tradizionalmente poco o non utilizzati (Auditorium “V. Cappelli”, Sala Conferenze del “PalaWojtyla”, piccolo anfiteatro di Villa Carmine) e quelli recentemente riconsegnati alla Città: quest’ultimo è il caso del sottopasso di Piazza Marconi, dove la mancanza di iniziative che costituissero un efficace deterrente al ripristino delle condizioni pregresse di degrado (si pensi proprio alle esposizioni culturali annunciate, ma mai portate a compimento), ne ha favorito l’attuale stato di incuria del luogo.

In questi mesi, le costanti segnalazioni riportate per le vie brevi relativamente a quanto appena descritto, dimostrazione tangibile di un confronto più volte cercato con le autorità politiche e con il personale della struttura, hanno condotto a un ascolto sterile e improduttivo: ultimo esempio ne è la recente chiusura della Sala Lettura avvenuta in occasione dell’evento musicale dello scorso 7.8.2020, in un momento storico in cui l’emergenza sanitaria, e soprattutto il buonsenso, avrebbero suggerito lo svolgimento di qualsiasi manifestazione in un contesto aperto. All’evento, che prevedeva la successiva sanificazione degli ambienti in accordo con le norme imposte all’utenza e con la conseguente nuova chiusura del giorno successivo, ha fatto invece seguito una semplice igienizzazione del luogo, come da mancante certificazione ISO di avvenuta sanificazione.

La reiterata prevaricazione di tali norme di sicurezza è all’ordine del giorno anche nel corso della mostra pittorica dei volti del Jazz, tutt’ora ospitata all’interno della Sala Lettura e che consente il libero ingresso a gruppi di visitatori, pur contravvenendo a quanto fissato nella “Determinazione Dirigenziale n.457” del 26.06.2020 sulla regolamentazione dell’utilizzo della Sala Lettura: nella fattispecie, si fa riferimento ai punti a. e b. del testo, secondo cui “[…] non potranno accedere alla sala lettura coloro che, sottoposti a misurazione, risulteranno avere una temperatura corporea superiore a 37.5gradi[…]’ e “[…]sono vietati gli assembramenti, all’interno che all’esterno della Biblioteca Comunale [.]”.

Prova ulteriore di una gestione distante dalle reali esigenze dell’utenza, proviene dalle scelte adottate nella recente assegnazione delle postazioni di studio, in cui è stato riservato il diritto ad occupare tali spazi senza garantire un controllo sull’effettivo utilizzo degli stessi: per tale ragione, agli utenti esclusi dall’elenco dei primi assegnatari sono state allestite delle postazioni di emergenza presso il Villaggio Sant’Agostino, nonostante oltre la metà delle postazioni presenti nella Sala Lettura della Biblioteca “I. Chirulli” sia quotidianamente inutilizzata.

Tale scelta costituisce l’ultimo episodio di una strategia di gestione a lungo basata su un confinato decisionismo interno. Si pensi alla compilazione del nuovo “Regolamento della Biblioteca Comunale ‘I. Chirulli’ di Martina Franca” (approvato con delibera di C.C. n. 123 del 6.12.2019), nel corso della quale il confronto con l’utenza ha costituito un passaggio mai avvenuto: non si segnalano incontri pubblici con tali finalità e, tantomeno, la diffusione di semplici questionari sottoposti all’utenza per migliorarne l’erogazione dei servizi. Una strategia che non trova precedenti in altri settori di tale Amministrazione, come dimostrano, ad esempio, i continui incontri con la cittadinanza in occasione della redazione del PUG, degli Stati Generali dell’Economia o, ancora, delle iniziative volte al miglioramento della mobilità urbana.

Ancora, l’assenza di servizi igienici dedicati non fa altro che suffragare le condizioni di precarietà del luogo, triste metafora di una diversità di trattamento riservata all’utenza quotidiana e che emerge evidente anche nei periodi del Festival della Valle d’Itria, allorché tornano fruibili per maestranze e artisti i servizi igienici allocati in prossimità dell’ingresso principale della Biblioteca. Tale circostanza rappresenta bene la chiara volontà, già emersa nel corso degli eventi di cui al punto 5, di privilegiare costantemente il filone dell’intrattenimento culturale a quello dello studio e della ricerca, ovvero a quello della Cultura in senso stretto.

La sensazione generale che si riceve da una frequentazione assidua della Biblioteca Civica “I. Chirulli” è, pertanto, di una scarsa considerazione politica e istituzionale di cui la struttura è oggetto, nonostante negli ultimi due mandati di governo l’Assessorato a cui essa afferisce abbia potuto godere della necessaria continuità politica per portare a compimento i propri indirizzi di governo (e tra i quali figura proprio la realizzazione di una nuova biblioteca civica). Il sia pur nobile e innovativo concetto di “Biblioteca di Comunità” quale contenitore unico in grado di ospitare eventi di ampio respiro e aggregazione culturale (da concerti a seminari, da presentazioni di libri a mostre), si è finora dimostrato privo di una seria base capace di connettere tra loro, e al contempo salvaguardare, tutte le reali esigenze della locale comunità. Per prima, quella che ne giustifica l’apertura quotidiana di una biblioteca civica, ovvero l’utilizzo continuo di uno spazio esclusivo riservato allo studio e alla lettura.

L’occasione per presentare un nuovo progetto che accogliesse, anche solo parzialmente, le istanze qui illustrate è stata mancata nuovamente nel recente passato. La cerimonia di inaugurazione degli arredi della Sala Lettura (attesi, almeno, dal settembre 2019) avrebbe infatti costituito circostanza ideale per annunciare sia la rinnovata disponibilità degli ambienti del Centro Servizi di Piazza d’Angiò, che la conseguente ripresa dello studio di fattibilità, forse mai iniziato, per la creazione di una nuova biblioteca.

Pertanto, a conclusione delle considerazioni sopra riportate, si chiede un incontro con le principali parti tecniche e politiche interessate, al fine di instaurare un dialogo proficuo e costruttivo e avente come unico intento quello di restituire alla Città, purtroppo priva di una Istituzione Accademica, un ambiente ad uso unico ed esclusivo per lo studio, il confronto e la crescita culturale specie delle generazioni più giovani.


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