Covid. Il sindaco comunica i dati, ma sono già vecchi

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Cronaca


Il sindaco Ancona ha diffuso, ieri pomeriggio, i dati relativi ai contagi da coronavirus a Martina Franca. Sono 109 in osservazione e 35 positivi, secondo i dati ufficiali che però risalgono al 25 ottobre. Sono dati vecchi, come ammette lo stesso sindaco, ma sono i dati ufficiali che arrivano al Comune, con giorni di ritardo rispetto a quanto l’Asl comunica alla Regione e per questo non c’è corrispondenza tra quanto diffuso da Bari e quanto da Palazzo Ducale. I casi di positività a Martina Franca sono molto di più di 35.

A questo punto, ci chiediamo, che senso ha diffondere dati già vecchi, quindi non corrispondenti alla realtà? I 109 sotto osservazione sono coloro che attendono di fare il tampone? E tutti quelli che risultano positivi grazie ai test antigenici dei laboratori privati? La diffusione dei dati, a questo punto, non ha molto senso, perché la realtà è ben altra. Tutti noi ormai conosciamo qualcuno che è positivo.

Stando alle statistiche, circa l’8% dei tamponi effettuati risultano positivi, e per questo, non ci vuole molto a capire che se tutti gli abitanti di Martina Franca dovessero fare il tampone, i positivi reali sarebbero molti di più. Per questo diffondere dati vecchi non fa che reiterare un modello di comunicazione che non serve a nulla, se non ad alimentare una certa tensione e una certa paura.

Quello che sta accadendo, però, e che andrebbe comunicato meglio e magari in maniera istituzionale (ma è una speranza che, ahimè, ormai abbiamo perso) è come l’utilizzo dei dpi fermi davvero la diffusione della pandemia. Nell’assoluta casualità dei contagi non dovremmo abbandonarci all’ineluttabilità del fato, ma dovremmo far leva sulla nostra capacità di affrontare con razionalità la pandemia. Le mascherine servono ed è dimostrato come il loro utilizzo blocchi la diffusione del virus, ad esempio. Inoltre Palazzo Ducale dovrebbe intervenire per spingere maggiori controlli verso tutte quelle situazioni pericolose che si creano in giro. Possiamo fermare il contagio se tutti ci sentiamo in prima linea.

Franco Ancona, giustamente, comunica che la storica fiera di San Martino non ci sarà e spiega che in occasione della festa dei morti, del 2 novembre, sarà messo in campo uno speciale dispositivo per la prevenzione. Però, ci chiediamo, che senso ha in questo momento rischiare che il rito della visita al cimitero si trasformi in un moltiplicatore di casi?


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