Angelo Marotta, il ricordo del PCI: dopo 15 anni attendiamo ancora il tributo della comunità martinese

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Società


In occasione del quindicesimo anniversario della morte dell’operaio Angelo Marotta, di seguito comunicato della Segreteria del PCI di Martina Franca con delle considerazioni sul Lavoro e la Sicurezza in tempo di pandemia:

Nel quindicesimo anniversario della morte dell’operaio Angelo Marotta non possiamo che ricordare il nostro concittadino e riportare la giusta attenzione sui temi del Lavoro e della Sicurezza.

Sono passati oramai 3 lustri da quando gli occhi lucidi dei famigliari assistevano alle operazioni di recupero del proprio caro dalle tubature fognarie. Quegli stessi occhi sono rimasti ad attendere invano che le Istituzioni e la comunità martinese rendesse il giusto tributo a Marotta che, ricordiamo, è morto durante lavori di pubblica utilità.

Una vicenda che si lega a doppio filo con tante altre vittime sul lavoro della provincia jonica: Alessandro Morricella (35 anni), Francesco Zaccaria (29 anni), Cosimo Massaro (40 anni), Angelo Iodice (54 anni), Claudio Marsella (29 anni), Ciro Moccia (43 anni), Zeljoko Bouvac (44 anni), Paola Clemente (49 anni).

Lavoro stabile e sicurezza sui luoghi di lavoro sono le parole d’ordine che da anni noi Comunisti continuiamo a urlare restando, però, inascoltati. In questo periodo storico, attraversato da una crisi senza precedenti dovuta alla pandemia da coronavirus, ma anche dall’emersione delle contraddizioni del capitalismo, nessun movimento politico rappresenta in Parlamento gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori italiani.

Di questa assenza ne fanno le spese, purtroppo, milioni di cittadini che non possono accedere nemmeno alle misure minime di sostegno al reddito, basti pensare ai lavoratori precari con contratti a chiamata, ai discontinui, ai “veri” dipendenti con le “false” partite iva, ai lavoratori a cottimo, agli invisibili lavoratori in nero e a tutte le loro famiglie.

Il disastroso paradigma “lavoro o salute”, già ampiamente conosciuto da Taranto e provincia, sta travolgendo l’intero Paese e l’intero Mondo e assistiamo all’ampliamento delle disparità sociali e al progressivo smantellamento delle conquiste ottenute con decenni di lotte dei lavoratori.

Riteniamo importante riaffermare la centralità del Lavoro, ed in particolare del Lavoro in Sicurezza, quale strada da seguire per uscire dalla crisi economica e soprattutto sociale. È un dovere morale nei confronti di Angelo Marotta e di tutti i lavoratori che non hanno mai fatto ritorno a casa dal proprio posto di lavoro.

Come quelli dei famigliari, anche i nostri occhi ritornano lucidi ad ogni anniversario. Per noi Comunisti, che non ci rassegniamo al tempo e all’indifferenza delle Istituzioni, la vicenda che ha colpito la famiglia Marotta non è affatto archiviata e continueremo a chiedere giustizia fino al nostro ultimo respiro.

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