Pantera in Valle d’Itria. “Era a 100 metri da noi”. Parla il testimone che ha dato l’allarme

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Cronaca


È durato tutto 10 o 15 secondi, stavamo facendo una camminata a Sant’Oronzo (nei pressi del Santuario tra Ostuni e Casalini) con il nostro cagnolino, quando ad un tratto abbiamo visto un grosso animale nero fermo d’avanti a noi“. Inizia così il racconto di Giuseppe, che martedì 10 novembre, ha avvistato sul territorio di Ostuni quella che sembrerebbe essere una pantera nera.

Eravamo a circa 100 metri dall’animale – ha continuato a raccontare Giuseppe, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – inizialmente pensavamo fosse un cane, fin quando non ha voltato la testa verso di noi e ci ha puntato per qualche secondo per sparire poi nell’erba alta con un salto di circa 2 metri. Subito dopo abbiamo deciso di andare in Commissariato per denunciare l’accaduto.”

Tornati sul posto le FF.OO. hanno trovato alcune orme riconducibili ad un grosso felino. Da allora però, sono trascorsi 8 giorni, del felino non si hanno più notizie. In seguito all’avvistamento ci sono state segnalazioni di aggressioni in alcune masserie di Martina e il ritrovamento delle carcasse di due asinelli e alcuni cani. Nulla però che possa ricondurre l’attacco ad un felino, potrebbe essere stata anche opera di un branco di lupi o di cani.

“La zona di Sant’Oronzo, dove c’è il vivaio sopra il santuario, continua a raccontarci Giuseppe – è un posto molto frequentato da chi fa jogging o running. Quella mattina però eravamo solo io, la mia compagna e il nostro cagnolino, era mattina presto.”

Mi sono messo in contatto con un’azienda veneta – dichiara Giuseppe – si occupano di allevare e accudire felini e si sono offerti di catturare la pantera gratuitamente. Mi hanno assicurato che non vogliono nulla in cambio e che lo fanno per passione. Verrebbero in Puglia con una squadra composta da almeno 4 persone e un altro esemplare femmina di pantera che farebbe da esca. Mi hanno assicurato che sia nel caso in cui il felino fosse un maschio, sia nel caso in cui fosse una femmina, l’animale in libertà verrebbe attratto/a dalla presenza di un altro esemplare in quello che sembra essere diventato il suo territorio. Abbiamo effettuato una videochiamata con loro, ci hanno fatto vedere gli animali che hanno lì e vedendo la femmina della Pantera mi è sembrato che fosse molto simile a quella che abbiamo visto noi. Per poter scendere in Puglia hanno però bisogno dell’autorizzazione delle Forze dell’Ordine. Ho fatto in modo di metterli in contatto tra loro, ma non so se sono arrivati ad un accordo.

Dopo la segnalazione al Commissariato i due ragazzi hanno iniziato a vivere un piccolo incubo in città. “Ci stanno prendendo in giro, hanno anche detto che la Pantera era mia e che è scappata da casa, c’è chi ci crede e chi no e chi dice che l’ho fatto per visibilità. Ma io ho solo fatto una denuncia al Commissariato di Polizia di Ostuni. Non volevo che uscisse il mio nome, ho un’attività da tutelare.

Alla domanda sul perché si fosse attivato per trovare qualcuno che catturasse il felino l’uomo ha risposto: “perché ormai ci sono dentro, mi sento coinvolto in prima persona in questa storia e poi perché non possono dire che sto creando allarmismo. Lo faccio perché l’animale potrebbe essere pericoloso e poi per far ricredere un po’ di persone che in questi giorni ci sta attaccando dicendoci di tutto“.


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