Il direttore di Asl Taranto conferma: l’ospedale di Martina sarà covid. “Bisogna prepararsi alla marea”

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Cronaca, Politica


La Valle d’Itria non può restare senza ospedale covid, e l’atteggiamento della politica che ha provato finora a “tirarsi indietro”, sostenendo la richiesta di far rimanere l’ospedale martinese no-covid, “è una posizione di retroguardia, perché comunque sarete tirati dentro, tanto vale attrezzarsi per affrontare la marea montante nel migliore dei modi possibili”. A parlare è il direttore generale di Asl Taranto, invitato al consiglio comunale monotematico, dove ha risposto alle domande di consiglieri.

L’Asl di Taranto ha coinvolto l’ospedale di Martina nella rete covid jonica. Contro questa proposta si sono levati gli scudi di tutti i livelli politici. Eppure la trasformazione sembra necessaria, considerando le proiezioni regionali, come spiega Rossi: “dove dovrebbero andare i cittadini della Valle d’Itria positivi?”. Secondo il direttore generale sono più sicuri gli ospedali interamente convertiti.

I tempi di conversione dipendono dai lavori di ristrutturazione. A Martina Franca saranno dedicati 40 posti letto, 28 di Medicina e 12 di Cardiologia. Attualmente c’è un cantiere al terzo piano del nosocomio itriano, e i lavori non sono terminati. L’Asl di Taranto ha attivato una convenzione con la clinica Santa Rita, che ha messo a disposizione 50 posti letto, e da lunedì anche con l’ospedale militare, con 20 posti letto. Il ritardo dei lavori di Martina dipendono sia dal fatto che l’ospedale sarebbe una vecchia struttura che meno si presta, rispetto a quello di Castellaneta ad esempio, ad una rapida conversione, ma anche per una precisa strategia dell’Asl di Taranto. Dice Rossi: “Se avessi già convertito i posti letto ordinari in covid, sarebbero già stati riempiti da Foggia, Bari e BT. Convertiamo i posti letto man mano che si crea l’esigenza”.

Infine il direttore generale dell’Asl di Taranto spiega quali sono, a suo parere, le cause dell’enorme numero dei contagi: “Feste, comunioni e matrimoni hanno fatto saltare il tracciamento. Il problema vero è la mancanza di personale”.


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