Made in Italy e commercio di prossimità. Giovedì la firma del Protocollo d’intesa

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Economia


Sarà firmato giovedì 26 novembre 2020 il primo Protocollo d’intesa dedicato alla tutela e valorizzazione del Made in Italy e dell’economia di prossimità del tessuto produttivo di Martina Franca:

Una firma importante che sarà apposta, per la prima volta, nella storia di Martina Franca e che unisce il Comune, l’Università degli Studi del Salento, le maggiori organizzazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL) e le associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Cna/FederModa).

Si dà avvio a un concreto rapporto di collaborazione per promuovere azioni efficaci a proteggere e diffondere il Made in Italy, oltre a sviluppare, nelle forme migliori, il commercio di prossimità.

Un progetto ambizioso, ma fortemente voluto da tutti gli Enti firmatari, con l’obiettivo di dare al tema del lavoro e dello sviluppo economico del territorio uno spazio prioritario e centrale e che si inserisce all’interno dei numerosi progetti, messi in campo in questi anni, che uniscono Istituzioni e mondo privato, all’interno della cornice degli Stati Generali dell’Economia.

Il protocollo sarà firmato dai rappresentanti istituzionali e associativi alle ore 10:00, in collegamento tra loro in modalità telematica dalle rispettive sedi, mentre il Sindaco Franco Ancona, insieme all’Assessore Bruno Maggi, sarà presente nella Sala consiliare di Palazzo Ducale.

L’iniziativa sarà visibile in diretta sulle pagine Facebook degli enti firmatari e il protocollo sarà, sempre nella giornata di giovedì, pubblicato e messo a disposizione della stampa.

A proposito di Made in Italy, è importante ricordare che tre mesi fa, lo scorso 26 agosto, è nato ufficialmente, con sede a Martina Franca, l’Istituto Tecnico Superiore della Moda, una scuola di alta formazione strettamente legata al sistema produttivo del territorio che già unisce più Comuni, Enti di ricerca e Istituzioni, che formerà figure lavorative di alto livello, indispensabile per l’industria del tessile/abbigliamento del futuro.

Inoltre l’istituzione del Distretto Urbano del Commercio, dal 2017 ad oggi, ha dato vita a diverse sinergie tra il Comune e le associazioni di categoria proprio con l’obiettivo di valorizzare il commercio di prossimità; ultimo, solamente in ordine di tempo l’originale progetto “Iazzi- Pause tra palazzi e pietre”, che ha anche implementato il verde urbano.

“Il Made in Italy costituisce un valore riconosciuto in tutto il mondo, ma non nasce per caso, essendo il risultato di competenze e professionalità capaci di creare bellezza, unendo visione del futuro e rispetto della tradizione artigianale”. – sottolinea l’Assessore allo Sviluppo Economico Bruno Maggi – “In questi anni, tutte le nostre azioni sono state rivolte alla sua protezione e alla promozione del commercio di prossimità, che sta subendo in modo sregolato il commercio on-line. Questo protocollo si inserisce in questo complesso ma entusiasmante cammino e rappresenta una svolta importante, perché Martina Franca affronterà unita questi delicati processi storici, riguardanti la tutela del lavoro e lo sviluppo economico.

Grazie all’Università del Salento, e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria del territorio che stanno dimostrando una elevata maturità e un forte spirito di squadra, indispensabile per affrontare al meglio le grandi tematiche.”

“La tutela e la valorizzazione del Made in Italy e dell’economia di prossimità rappresentano una sfida fondamentale per sostenere lo sviluppo economico della nostra terra.” – dichiara il Sindaco Franco Ancona – “Sembrava impossibile unire, all’interno di un unico protocollo d’intesa, riguardante lavoro ed economia, mondi spesso distanti fra loro come un Isituzione locale (Comune) un Ente di Istruzione e Ricerca (Università del Salento) le organizzazioni confederali (CGIL,CISL,UIL) e le associazioni di categoria (Confindustria,Confcommercio,e CNA/Federmoda). Invece è accaduto a Martina Franca, una realtà del Mezzogiorno d’Italia.

Dobbiamo difendere, con tutte le nostre energie il Made in Italy, perché è uno dei pochi strumenti a disposizione per dare all’Italia la possibilità di competere a livello mondiale e superare una recessione che potrebbe durare a lungo.

Il commercio di prossimità ha la capacità di ravvivare e rafforzare le relazioni di vicinato nell’ottica della partecipazione al bene comune, della lotta agli sprechi e alla creazione di servizi legati alla condivisione e alla reciprocità.

Gli attori protagonisti di questa azione hanno la responsabilità, ora, di mettere in pratica gli impegni presi per raggiungere l’obiettivo di uno sviluppo economico moderno e possibile.”


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