Made in Italy. CGIL: il Protocollo grimaldello contro le illegalità

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Economia


Made in Italy. Firmato a Martina Franca il protocollo d’intesa tra istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e mondo della formazione. D’Arcangelo (CGIL): “Un patto per tutela del Made in Italy ma anche per dare nuovo umanesimo al mercato”:

Oggi (ieri, ndr) a Martina Franca è andato in scena un patto sociale tra istituzioni, mondo dell’impresa e del lavoro. Un tentativo, andato a buon fine, che proprio alcuni mesi fa noi portammo in piazza con l’iniziativa “Maestranze” provando così a creare un progetto condiviso per un settore, quello del tessile, che vive la crisi del mercato, ma anche lo smarrimento del suo forte valore culturale e identitario.

Così Giovanni D’Arcangelo, segretario della CGIL di Taranto, che oggi insieme ai rappresentanti di CISL e UIL, quelli del Comune di Martina Franca, di UniSalento, di Confindustria, CNA-Federmoda Puglia e Confcommercio, ha sottoscritto un importante protocollo per la valorizzazione del Made in Italy, di cui il tessile di Martina è caposaldo.

Prodotti di alta qualità, ma anche diritti e processi di formazione continui (l’ITIS Moda): in un unicum che è anche valorizzazione di un brand territoriale.

Questo protocollo è il segno di una comunione d’intenti che abbiamo subito condiviso con l’assessore alle attività produttive del Comune di Martina Franca, Bruno Maggi e con i rappresentanti delle categorie produttive coinvolte, Confindustria, Confcommercio e in particolar modo Daniele del Genio, presidente di Federmoda e Giordano Fumarola, segretario della FILCTEM – dice ancora D’Arcangelo – Segno che una buona idea può mettere insieme punto di vista e approcci differenti. Il mercato, il valore pubblico e il lavoro.

Quel fronte unico è oggi un punto di forza del Protocollo stipulato oggi.

Ma se dobbiamo portare avanti questo lavoro di semina, dobbiamo dare nuovo umanesimo alle regole del mercato – continua Giovanni D’Arcangelo – e premiare le imprese che resistono, che non hanno delocalizzato, dare gambe agli investimenti pubblici come l’ITS e dare soprattutto valore e garanzie alle persone, a un cartello produttivo fatto da lavoratori dall’alta specializzazione e che sono il tessuto identitario di quella comunità.

Ma il protocollo è per la CGIL anche uno strumento per stanare e fermare le pratiche illegali.

La sottoscrizione del protocollo è un elemento di importante condivisione perché può essere utilizzato come grimaldello per scardinare tutto quel sistema di irregolarità e illegalità che purtroppo insiste ancora sul nostro territorio – dice Giordano Fumarola, segretario generale della FILCTEM di Taranto –  Il protocollo e l’unità di intenti che esso sviluppa, ci mette nelle condizioni di valorizzare gli esempi virtuosi e metterli a sistema a vantaggio di tutte le aziende.

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