Martina si spegne alle 19.00? Commercianti: “Decisioni senza confronto”

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Economia, Politica


I commercianti lamentano il mancato coinvolgimento sulle scelte di Palzzo Ducale in merito alle misure anti-covid. Da venerdì e fino al 3 dicembre, infatti, Martina Franca si spegnerà alle 19.00, con eccezione delle attività essenziali, ed è vietato l’asporto e la sosta in qualunque area della città (anche se ieri sera in piazza XX Settembre sembrava un sabato sera qualunque, con assembramenti e con l’assoluta mancanza di un presidio da parte della Polizia Locale).

Roberto Massa, presidente di Confcommercio Martina Franca in una conferenza stampa organizzata venerdì pomeriggio, insieme a Confesercenti, rappresentata da Andrea Liuzzi e Horeca, rappresentata da Roberto Liuzzi e Gianfranco Palmisano, ha criticato aspramente la scelta del Comune di non aver attivato alcun confronto in merito alle scelte drastiche che di fatto penalizzano soprattutto i commercianti, l’unica categoria che attualmente sta pagando il prezzo di coprifuoco e zone arancioni. Tutto il peso economico della mancanza di controllo del territorio e di tracciamento dei contagi, si riversa sui commercianti e sui cittadini. Per questo, spiegano, e non per mancanza di volontà di collaborazione, è necessario una dimostrazione di rispetto in più dal Comune, attraverso il semplice coinvolgimento.

«Siamo invisibili agli occhi della giunta» spiega Roberto Massa, «nei comuni limitrofi i commercianti sono stati coinvolti», come a Taranto, e quindi: «è possibile che gli unici provvedimenti riguardino le attività commerciali? L’emergenza non è che l’ombra per fare scelte sbagliate. Se ci avessero coinvolti, avremmo potuto dare consigli e indicazioni, perché siamo parte di una grande famiglia e questa famiglia ha come padre il sindaco». L’ordinanza di chiusura fino alle 19.00, che rende praticamente Martina Franca zona rossa, impatta notevolmente sul commercio, nonostante un giorno prima l’Amministrazione aveva deciso di aprire il mercato: «Cosa è cambiato da mercoledì a giovedì?» si chiede Massa, «le nostre attività si stanno comportando egregiamente, hanno tutti fatto investimenti per la sicurezza. I contagi avvengono all’aperto».

La mancanza di concertazione non riguarda solo i commercianti, ma anche i sindacati, e Massa lo fa notare: «Devono essere coinvolti tutti, perché le nostre attività non stanno incassando niente e hanno magazzini e frigoriferi pieni. Fino a quando potremo garantire il lavoro ai nostri collaboratori?».

Mentre Confesercenti condivide la linea di Confcommercio, l’associazione Horeca sottolinea, per bocca del segretario Roberto Liuzzi, che «non siamo responsabili per quello che accade nelle campagne», in riferimento all’accenno del sindaco che ha emesso l’ordinanza anche per fermare il fenomeno delle feste private, che finora non sembra abbia subito granché freni. Liuzzi spiega meglio: «Non si può scaricare su di noi esercizi pubblici la mancanza di controlli, l’assenza di risorse per garantirli». Da sempre è stato il cavallo di battaglia di Palazzo Ducale: pochi soldi per pagare nuovi vigili e soprattutto straordinari notturni.

Massa conclude: «Pretendiamo rispetto e attendiamo una risposta alla richiesta di convocazione per la pedonalizzazione di Corso Messapia, la cui decisione e progetto ci sono stati presentati per le vie brevi a ottobre e alle quali abbiamo già espresso le nostre perplessità».


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