L’UniSalento studia le imprese di Martina Franca

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Economia


L’Università del Salento ha inviato un gruppo di ricercatori a guardare da vicino come lavorano le imprese di confezioni di Martina Franca. Questo è il primo risultato del protocollo per la valorizzazione del Made in Italy, siglato il 27 novembre scorso.

Lunedì una delegazione dell’università dal Salento, guidata dal docente di tecnologie e di sistemi di lavorazione Antonio Grieco, ha fatto visita a cinque imprese rappresentative del tessuto economico di Martina Franca.

Il docente, accompagnato dall’assessore alle Attività Produttive Bruno Maggi, ha visitato le confezioni Luravi, di Vito Tagliente, quindi Berwich di Michele Fumarola, Hevò di Mauro Gianfrate, Rossorame di Daniele Del Genio e Bruno Simeone e le confezioni Tardia di Piero Tardia.

L’intento è quello di iniziare una analisi dei processi produttivi per comprendere qual è il grado di innovazione delle imprese di Martina Franca e come i processi diversi potrebbero integrarsi, in un’ottica di circolarità ma anche di ottimizzazione delle risorse. Se tutte le imprese si approvvigionano dallo stesso fornitori di tessuti, ad esempio, si può pensare a incidere sui prodotti stessi o anche sui prezzi. “Nessuno vuol rubare niente a nessuno” scherza Bruno Maggi, “perché si tratta di condividere conoscenza e esperienza perché solo insieme è possibile crescere”.

“Quanto sono 4.0 le nostre imprese?” si chiede Maggi, “la ricerca dell’università ce lo dirà presto e ci consegnerà un dossier, dove capiremo quali margini di miglioramento abbiamo e se esistono casi di studio simili da cui trarre spunto. Abbiamo iniziato con queste cinque imprese, ma coinvolgeremo tutte quelle che insistono sul territorio. Presto, nel giro di qualche settimana, l’università inizierà un lavoro di ricerca sulle strategie di marketing”. “Tutto è collegato” continua Maggi, “anche gli Stati Generali dell’Economia”. Protagonista, sempre, l’università guidata da Fabio Pollice che presta gratuitamente le proprie competenze in vista di progetti più ambiziosi. “Nel protocollo, come Comune, ci siamo presi la responsabilità di premiare le imprese virtuose. Vogliamo andare oltre il semplice sgravio delle tasse locali e vogliamo pensare a come sostenere, attraverso fondi pubblici, i progetti di ricerca e sviluppo, che di solito sono a carico delle aziende”. 


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