Scuola. Nel 2021 aule natura e recupero del dialetto

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Cultura, Politica


È stato approvato ieri il piano del diritto allo studio. Su ispirazione del pedagogo martinese Michelangelo Semeraro, che ai tempi del sindaco Alberico Motolese aveva contribuito a far costruire le scuole rurali, e sulla base dei risultati di un progetto svolto quest’estate con il WWF Trulli e Gravine, ieri il Consiglio comunale ha approvato una delibera con la quale agli studenti di Martina Franca sarà possibile svolgere lezioni all’aperto, sfruttando gli spazi verdi delle scuole.

“Il fine è quello di imprimere alla didattica una visione sistemica degli ambienti, ricreando micro-habitat funzionali come elementi di studio della complessità ecologica; recuperare la sintonia con gli ambienti naturali e con la loro ciclicità stagionale; predisporre un contesto naturale ed esteticamente gradevole in cui favorire l’interazione tra docenti e un approccio multidisciplinare; allestire un piccolo orto didattico finalizzato a evidenziare gli equilibri tra le attività antropiche, come l’agricoltura e gli ambienti naturali che servono a supportarle” si legge nella delibera presentata dall’assessore Antonio Scialpi.

Dal 2021 sarà strutturato meglio l’insegnamento della storia locale attraverso il recupero dei dialetti e dei toponimi antichi, grazie al progetto: “La mia città, la mia lingua, la nostra storia”.

“Il progetto si struttura partendo dalle semplici informazioni sui propri luoghi per estendersi poi allo studio più rigoroso del patrimonio storico della nostra città così come si è stratificato nei vari secoli, con l’ausilio di studiosi, storici, ricercatori ed operatori culturali che hanno scritto molti saggi, spesso, sconosciuti alle nuove generazioni. E’ utile la costituzione di sezioni di storia e cultura locale presso le biblioteche scolastiche che raccolgono, ove già non sia stato fatto, le principali pubblicazioni sia su carta che su supporti informatici anche per utilizzare le nuove tecnologie nell’illustrazione dei temi fondamentali. La connessione tra esplorazione della città e delle contrade con visite guidate, conoscenza delle vecchie e nuove strade, dei vecchi toponimi dialettali ( in relazione anche al Progetto di riordino della toponomastica ed odonomastica in via di attuazione) può meglio consentire l’apprendimento della più generale storia e geografia del territorio e può favorire una maggiore coscienza civica del valore del grande ed unico patrimonio del paesaggi, dei luoghi, dell’arte e dell’architettura tipica della Valle d’Itria”.


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