Denny Loe, una canzone con Diodato nel titolo e record di velocità nel rap!

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Cultura


*di Vincenzo Salamina e Domenico Carriero

Romano di nascita, ma torinese d’adozione. È appena uscito “Come Diodato” dove nomina il vincitore di Sanremo 2020 nel titolo della sua ultima canzone, un featuring con Zeep dal sound totalmente contaminato.

Denny, parlaci di “Come Diodato”, e del messaggio che passa la canzone.

“Come Diodato” nasce nel periodo del secondo lockdown, in un periodo dove non si può fare musica dal vivo, ed è questo quello che ha ispirato maggiormente me e Zeep: il fatto di non poter stare a contatto con le persone e il dover fare musica da casa, da soli come Diodato nell’Arena di Verona all’Eurovision Song Contest 2020. Ci siamo quindi immaginati miliardi di persone partecipare al concerto come se fossero dei telefoni cellulari e tutti partecipavano. Abbiamo cercato di creare questa unione di persone tramite internet. Un esperimento che è ben riuscito.

È uscito da pochissimo il tuo nuovo EP “Karma Love”, ci vuoi rivelare qualcosa sui contenuti?

È un EP che è nato in due anni, in quanto ci sono stati dei rallentamenti legati al mio recente matrimonio. Quello che posso dire è che ha vari sound che vanno dal rap, all’Indie al pop. Io sono un amante della musica in generale, quindi ho sempre fatto quello che volevo senza mai fossilizzarmi su un unico genere, anche se io sono partito facendo rap tredici anni fa, ma ho sempre odiato essere etichettato. In questo disco quindi c’è un mix di generi. Da questo EP sono già usciti quattro singoli, che sono “ToRoma”, “Come Diodato”, “Dea bendata” e “Ancora si”, pezzo scritto per il mio matrimonio, di cui su YouTube c’è un video one take affinché si vedessero tutte le emozioni di quel momento.

Parliamo adesso di un altro tuo bel pezzo che non è incluso nel tuo EP: “Un milione di like”, dove tocchi un nervo scoperto del mondo del lavoro, ossia il tema dei rider che, arrivati a trent’anni, come canti, sono già vecchi anche per portare le pizze.

Si, il mio è un discorso che si può fare in generale, dato che vale anche nel rap, ma ho voluto richiamare la figura dei rider per portare alla luce un tipo di lavoro che è anche sottopagato. Ho degli amici che fanno questo lavoro e mi hanno parlato di questo lavoro, di questo mondo un po’, passatemi il termine, “disgraziato” perché sono sempre in pericolo, perché vanno sempre di fretta rischiando di essere investiti da una macchina, e c’è qualcuno che ha perso la vita. Il paragone col rap è facile perché devi essere veloce a bruciare le tappe affinché qualcuno ti noti. Ecco quindi che ho raccontato del rap toccando un tema che è quello del mondo del lavoro dove in Italia se hai trent’anni non si è più calcolati.

La tua carriera artistica parte da Pomezia (Roma) e arriva a Torino passando per “The wolf of Rome”,l’appellativo che ti è stato dato, battendo anche, si dice, il record di velocità nel rap.

Esatto! È stata una partecipazione fatta per gioco nel periodo del primo lockdown. Ho voluto scrivere una strofa apposita sulla base di “Godzilla” di Eminem: lui stesso ha fatto questa challenge, e quindi ho detto: “buttiamoci, e facciamo questa prova”. Poi è andata molto meglio di quanto pensassi.

Denny un grandissimo “in bocca al lupo” per “Karma love” e per la tua carriera.

Grazie mille! Un saluto a tutti i lettori di Valle d’Itria news.

*Vincenzo Salamina e Domenico Carriero sono appassionati di musica e conducono un programma su Youtube chiamato Music Challenge (che potete seguire qui). Con ValleditriaNews condividono amichevolmente le interviste a musicisti e artisti noti o meno della scena musicale italiana.

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