Via Mercadante, tra furbi del tagliandino e controlli inesistenti. È quasi la legge della giungla.

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Cronaca, Società


In via Mercadante accade che ci sono furbetti, in questo caso specifico commercianti, che invece di fare l’abbonamento, preferiscono risparmiare e mettere un grattino al volo qualora arrivino i vigili che, comunque, sono abbastanza rari (secondo quanto ci scrive un abitate). Sappiamo per certo che questa situazione non accade solo in via Mercadante, ma in ogni angolo di Martina, dove moltissimi cittadini rispettosi della legge non si sentono tutelati. A cominciare dalla viabilità.

Ecco la lettera

“Sono un abitante di Via Mercadante e mi ritrovo a scrivere questa mia, per segnalare il cattivo funzionamento di un “servizio” del Comune di Martina Franca. Come ormai acclarato, dallo scorso agosto, gli stalli per parcheggiare su questa via e su tutto il perimetro dell’extramurale sono diventati a pagamento (strisce blu).

Come molti altri cittadini, ho sottoscritto regolare abbonamento, a tariffa agevolata per residenti, per poter parcheggiare nelle strisce blu.

Consapevole che tale abbonamento non conferisca il diritto allo stallo, so anche bene però, che acquistando un servizio divento un consumatore, e come tale devo essere tutelato da chi mi ha venduto questo servizio.

Nello specifico, mi chiedo chi è deputato al controllo che tutte le vetture parcheggiate nelle strisce blu siano regolari. Di conseguenza, chi è che tutela me consumatore (e tutti gli abitanti che si sono ritrovati a pagare questo servizio)?

Evitando di generalizzare e di cadere in banali lamentale, porto alcuni casi di ciò che accade quotidianamente nella zona della mia abitazione, per esempio, accade che almeno tre commercianti sovente parcheggino le proprie vetture davanti ai propri esercizi commerciali, sprovvisti di talloncini o abbonamenti. E quelle rare volte che la polizia locale si affaccia da queste parti, i furbetti (del parcometro) escono a mettere la classica monetina nella “macchinetta”, pagando così pochi spiccioli (quando va bene, sennò spostano direttamente l’auto) per giorni e ore di parcheggio.

Ora, io comprendo tutto, la crisi, la pandemia, la zona rossa, la tariffa più alta, ma i soprusi proprio no.  

Se non si vuol gravare sui bilanci dei propri esercizi, ci sono sempre parcheggi e gratuiti, a 2 passi, anzi a due scalini, nelle vie retrostanti. Sostare sulle strisce blu e non pagare è un sopruso nei confronti di chi invece paga per quel servizio.

Lungi da me di fare di tutta l’erba un fascio e accusare tale categoria, infatti i furbetti sono annidati anche nella clientela e anche tra gli abitanti di questa via, o tra i professionisti che lavorano in zona.

Il punto è un altro, chi garantisce il controllo delle regole, che valgano per tutti in egual misura?

Fare il furbo significa prevaricare il prossimo, ledere i diritti del prossimo.

Io ho acquistato un abbonamento e quindi un servizio (da un Ente pubblico), chi mi difende dai soprusi dei prevaricatori?

Ci è stato detto che in questa città è iniziata una rivoluzione della mobilità, ma le sentinelle di questo cambiamento da queste parti ancora non si sono viste.

Se non si vuole (ancora?) controllare o non si ha la forza di controllare, allora non si venda qualcosa che non può essere garantito, perché la maggior parte degli abitanti pagano, pagano per qualcosa che non esiste”.


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