Ex Ilva, i medici dopo la sentenza del Tar: i danni si prevengono, basta nuocere alla salute dei tarantini

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Società


Riceviamo e pubblichiamo una nota del Dottor Cosimo Nume (Presidente OMCeO Taranto) dopo la sentenza del Tar sulla chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto:

Fra le molte reazioni alla nota sentenza del Tar Lecce sulla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento Siderurgico di Taranto, tutte pienamente legittime e comprensibili, abbiamo riascoltato la proposta di rendere disponibili ulteriori risorse economiche per affrontare l’emergenza sanitaria connessa all’impatto delle emissioni inquinanti, cui sembrerebbe sottendere tuttora un’ottica eminentemente risarcitoria per i danni alla salute.

Più volte questo Ordine ha avuto occasione di ribadire che, in termini strettamente sanitari, un danno alla salute non deve essere compensato quanto piuttosto prevenuto, adottando tutte le misure che il principio di precauzione impone a qualunque attività antropica che presenti rischi per l’integrità psicofisica dei cittadini.

Rimaniamo fermi in questa convinzione, chiedendo che si abbia cura in primo luogo di attivare, predisporre e rendere operative, da parte di quanti ne hanno responsabilità a qualunque livello, tutte le procedure che escludano per il futuro altro nocumento ai lavoratori e ai cittadini di Taranto.

Tutto il resto non è neppure politica, arte antica e nobile, ma molto più probabilmente una pervicace miopia con cui si guarda al complesso problema senza alcuna capacità di trovarne le soluzioni.

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