Oncologia. Reparto pronto entro un mese

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Il nuovo reparto di oncologia sarà consegnato entro marzo. Ne è sicuro il direttore dell’ospedale di Martina Franca Gianfranco Malagnino, che ci accompagna a visitare il cantiere.

Due ambulatori (o tre all’occorrenza), una grande sala con sei postazioni per le terapie e un’ampia sala d’aspetto. Il nuovo reparto di oncologia del P. O. Valle d’Itria si troverà dove una volta era il reparto di radiologia. Lavori necessari, spiegano dall’ospedale, per permettere ai pazienti 048 di poter fare le visite e le terapie senza entrare in contatto con il rischio covid, dato che l’ospedale ospita dove era Medicina 29 pazienti. Ai pazienti oncologici l’ospedale ha dedicato una infermiera e una corsia preferenziale al Cup, in modo da evitare loro di fare la fila.

La Cisl aveva proposto un trasferimento provvisorio in via Pitagora

Troppo tempo invece per Angelo Devito, dei Pensionati della Cisl Taranto Brindisi di Martina Franca. Il sindacalista punta il dito contro un cantiere che costringe gli oltre trecento malati oncologici ad andare a Taranto, all’Ospedale Moscati. A novembre la Cisl di Martina Franca scriveva: “Ecco serviti quanti hanno plaudito nel recente passato alla riorganizzazione del sistema ospedaliero in Puglia ed al rientro di un bilancio finanziario nominalmente risanato ma a costo di chiusure indiscriminate di molti, troppi Ospedali che oggi sarebbero stati utili a fronteggiare in sicurezza la pandemia, in particolare nel territorio Taranto Brindisi” e quindi chiedeva all’Asl che si tenesse in considerazione l’ipotesi dell’utilizzo dei locali di via Pitagora. Nessuna risposta da parte della struttura sanitaria.

La vicenda e le difficoltà che i pazienti oncologici devono sopportare, tra visite, controlli, analisi e terapie, dimostra come il normale accesso ai servizi sanitari abbia subito una sorta di aggressione da parte dell’emergenza dovuta alla pandemia, mettendo a repentaglio il benessere stesso dei pazienti. Le modifiche dei reparti, i lavori in corso, l’allungamento delle liste d’attesa, l’impossibilità per i parenti di visitare i propri cari non sono che i sintomi più evidenti delle conseguenze sistemiche della pandemia.

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