Vaccini. La Puglia ha “i frigoriferi pieni”. Da oggi in campo i medici di famiglia

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Cronaca, Società


La telefonata dall’Asl è arrivata alle 7.30 di mattina di lunedì: “Avvisate quanti più potete”. Era il giorno di Pasquetta e le vaccinazioni previste per i caregiver del giorno prima erano andate a rilento. Non si sa se perché molti hanno preferito non uscire il giorno di Pasqua oppure perché rinunciavano ad AstraZeneca. La Asl avrebbe deciso, quindi, di accelerare sulla vaccinazione, chiedendo ai medici di famiglia di avvisare i propri pazienti. In poco tempo si è creato un caos informativo in città e una lunga fila per le vaccinazioni, tanto che nel giro di un giorno a Martina Franca sono stati vaccinati 402 persone, il dato più alto rispetto alla popolazione in provincia di Taranto.

Un momento delle operazioni di vaccinazione del 5 aprile 2021

Bastava recarsi al Centro Servizi con un documento attestante il riconoscimento dell’articolo 3 comma 3 della legge 104, per ottenere il riconoscimento come caregiver. Grazie a questa sorta di autocertificazione si sono vaccinati moltissimi. Secondo alcune testimonianze, anche alcuni minorenni (e non è la prima volta, a Martina Franca).

Nonostante ci sia l’invito da parte del Governo di dare precedenza agli anziani, in provincia di Taranto si vaccina per categoria. Emblematico è il caso della vaccinazione dei sacerdoti, mentre l’Asl di Brindisi ha negato questo privilegio.

Ieri Emiliano incontra i medici di base della provincia di Taranto, invitandoli a vaccinare senza sosta. Secondo le norme, questi dovrebbero vaccinare solo i pazienti anziani e a rischio, ma secondo alcuni testimoni ci sarebbe stato l’invito a non farsi troppi problemi: il vaccino potrà essere somministrato anche a chi si trova in casa in quel momento. Una farsa.

Alcuni medici di famiglia di Martina Franca (otto, per la precisione) hanno già avuto dieci dosi di vaccini Moderna, per una “sperimentazione”. Da oggi dovrebbero essere disponibili dosi per tutti, ma è dalla prossima settimana che i medici di base inizieranno le vaccinazioni domiciliari, a partire dai più anziani e di chi ha chiesto la somministrazione a casa. Mesi fa. Vedendosi scavalcati nella urgenza da persone più giovani o comunque evidentemente meno a rischio.

Per ricevere il vaccino a domicilio non sarà necessario contattare i medici di base, che dovrebbero già avere un elenco di pazienti fragili. Dovranno organizzarsi individuando pazienti in multipli di sei, per somministrare le dosi di Pfizer. Il vaccino sarà ritirato dai medici presso il poliambulatorio e potrà essere conservato in frigo, con temperatura massima di 8°, per un massimo di cinque giorni. Dopo la diluizione, i medici avranno sei ore per iniettare la dose. Una corsa contro il tempo.

Quale è la ragione di questa accelerata? Forse la necessità di dimostrare di riuscire a vaccinare molte persone, e fare bella figura coi dati nazionali? In Puglia solo il 5,65% della popolazione è stato vaccinato, uno dei dati più bassi in Italia.

Dopo la denuncia del consigliere regionale Amati, che accusa la Regione di occultare i dati sui vaccinati, l’evidenza del caos organizzativo raggiunge livelli incredibili. Draghi chiede “con che coscienza si salta la fila“, ma il punto è: come è possibile che si vaccinino prima delle persone fragili, persone sanissime, solo perché appartenenti a particolari categorie? Una fortissima polemica ha suscitato la vaccinazione di 75 dipendenti comunali di Martina Franca, segnalati a marzo come categorie a rischio. Palazzo Ducale si è giustificato così:

“Lo scorso 4 marzo 2021 è pervenuta ai Comuni pugliesi la nota (prot. 14003) del Centro Operativo della Protezione Civile della Regione Puglia con la quale veniva richiesto “alle Amministrazioni Comunali, di individuare e quantificare il personale impiegato nel settore dei servizi pubblici essenziali definiti dal Piano Strategico Nazionale Vaccinazione anti Sars-Cov-2”. Alla nota era allegata una lettera del Responsabile dell’Unità di Crisi della Regione Puglia, dott. Mario Lerario, con oggetto “Decreto Ministero Salute del 2 febbraio 2021. Disposizioni Assessorato politiche della salute recanti Piano Strategico Nazionale Vaccinazione anti Sars-Cov-2-vaccinaziona categorie target”. Nella nota il responsabile dell’Unità di crisi della Regione Puglia informava della necessità di somministrare vaccino Sars-cov-2 alle categorie che rientravano nei servizi pubblici essenziali e dei setting a rischio, in quanto preposte ad assicurare la continuità nel supporto e nelle gestione dell’emergenza. Precisava, inoltre, che le rispettive Asl di appartenenza avrebbero programmato le relative sedute vaccinali. Come richiesto, dalla Regione Puglia, l’ufficio di Protezione civile del Comune, ottenuti i nominativi dai responsabili dei rispettivi settori di riferimento, ha inviato tale comunicazione nella date del 4,11 e 16 marzo al portale istituzionale della Protezione Civile regionale “.

Gli uffici segnalano all’Asl di Taranto chi vaccinare ed è quest’ultima che dà l’ok. A Martina Franca sono gli uffici di Protezione Civile, secondo quanto si legge, a dare i nominativi. È da segnalare, nel frattempo, che tutti gli aderenti alle associazioni di Protezione Civile di Martina Franca sono stati vaccinati, sicuramente per metterli in sicurezza e permettere loro di svolgere al meglio il servizio di volontariato.

Ci domandiamo se un vaccino somministrato a una persona giovane e in salute, anche se appartenente a determinate categorie, sia una dose tolta a un paziente fragile. Forse la domanda è posta male, però vale la pena farsela.

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