La composizione dell’inchiostro degli antichi romani scoperta grazie a ricercatrice di Martina Franca

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Cultura


L’inchiostro con cui scrivevano i romani del I secolo dopo Cristo era fatto principalmente da carbone e gomma arabica. La rivoluzionaria scoperta è stata fatta da un team guidato da Chiaramaria Stani, ricercatrice martinese che lavora per il Consorzio Centro-Europeo di Infrastrutture di Ricerca (Ceric) di Trieste.

I risultati dello studio hanno permesso alla ricercatrice di firmare un importante articolo sulla prestigiosa rivista Scientific Reports di Nature. L’analisi dell’inchiostro è stata possibile grazie al sincrotrone, un particolare acceleratore di particelle, al servizio del centro di ricerca.

Il calamaio dentro al quale è stata rinvenuta la polvere di inchiostro è stato scoperto nel 1878 in una tomba a Este, in provincia di Padova. “La sua presenza all’interno della sepoltura ci permette di dedurre che la tomba appartenesse a un personaggio dotato di un alto livello culturale”, spiega Federica Gonzato, Direttrice del Museo Nazionale Atestino di Este. L’importanza di questo lavoro risiede, inoltre, nella rara possibilità di analizzare l’inchiostro tal quale, ovvero non ancora steso su un eventuale supporto per la scrittura, quale papiro o pergamena, evitando così l’interferenza di quest’ultimo con le analisi svolte.

“Studi come questo dimostrano come un approccio multidisciplinare e l’utilizzo di tecniche avanzate sia fondamentale per lo studio approfondito di antichi manufatti e per poter aggiungere nuovi tasselli alla conoscenza del nostro passato e della nostra storia”, aggiunge Chiaramaria Stani.

Diplomata al liceo classico-scientifico Tito Livio (ex Enrico Fermi), si è laureata con lode in Scienze per i Beni Culturali. Dopo il dottorato di ricerca in Fisica con indirizzo Biofisica e Fisica applicata ai Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Parma. Da fine 2016 Chiaramaria Stani lavora come ricercatrice a tempo determinato presso il Sincrotrone Elettra a Trieste, nella beamline Sissi (Synchrotron Infrared Source for Spectroscopy and Imaging), dedicata alla Spettroscopia Infrarossa. Dal 2020 è collaboratrice scientifica del Consorzio Ceric ed è stata coinvolta in numerosi progetti di ricerca tra Elettra Sincrotrone, l’Università degli Studi di Trieste ed alcune aziende.

Dai beni culturali alla fisica applicata: il curriculum della dottoressa Stani mostra come sia possibile raggiungere importanti risultati anche incrociando gli ambiti di ricerca, fino a raggiungere riconoscimenti e scoperte, come la composizione dell’inchiostro utilizzato dagli antichi romani. Una scoperta che potrebbe fornire uno spunto anche per qualche impresa che voglia cimentarsi in un percorso imprenditoriale sostenibile, ma che sicuramente offre uno spaccato dell’industria romana, riguardante la produzione di un materiale di uso non comune, come poteva esserlo allora, come l’inchiostro.

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