Badanti e collaboratori irregolari. I vaccini dimenticati

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Cronaca, Società


Abbiamo visto in fila come caregiver, nei giorni scorsi, per ricevere il vaccino, tanti parenti di persone con disabilità, o difficoltà. La maggior parte di loro quotidianamente si occupano del benessere del loro congiunto, titolare del famoso articolo 3 comma 3 della legge 104. Scommettiamo però che con la scusa del caregiver si sono fatti somministrare una dose anche nipoti e nipotini che non è che passano la giornata ad accudire un malato. Una scommessa che pensiamo di vincere facilmente corroborati dal dato che il 40% dei pugliesi che poteva farsi inoculare il vaccino AstraZeneca ha rifiutato. Amore per il congiunto sì, ma fino a un certo punto.

Chi rimane invece con le nostre persone anziane, o con difficoltà, sono le famose badanti, molte delle quali irregolari, alcune di questo senza permesso di soggiorno. Sono loro che quotidianamente si occupano del benessere di tanti nostri congiunti, che sono davvero in prima linea, permettendo a noi di lavorare e condurre la nostra vita senza pensieri. A fronte di un’autocertificazione da presentare al centro vaccini, forti di una tessera sanitaria, alle collaboratrici senza permesso di soggiorno non sono previste dosi.

Secondo i dati della Cgil sono 1.109 le domande di regolarizzazione presentate presso la Prefettura di Taranto, a febbraio scorso, e sono stati convocati meno del 23% dei richiedenti. Nel frattempo gli irregolari rimangono non conteggiati. Spesso passano la vita coi nostri anziani e non hanno vaccini. Non aver previsto la loro vaccinazione non è mettere i più deboli in pericolo? Una domanda che dovrebbero porsi tutte le famiglie che si appoggiano sulla collaborazione di migranti senza permesso di soggiorno.

La domanda è attualmente senza risposta, anche se è stata posta da decine di associazioni pugliesi, come si legge in questo post

La nostra vuole essere semplicemente una riflessione, scaturita dalla consapevolezza che una dose di vaccino è stata fornita troppo spesso a chi non aveva diritto, e molti invece che ne avrebbero bisogno non sanno nemmeno come poter prenotare una dose. E magari non possono farlo.


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