Assemblea sull’omofobia. Pd: “Nel 2021 assistere a censure è inaccettabile”

La vicenda della richiesta di autorizzazione per discutere di omofobia durante un’assemblea di istituto del Tito Livio, ha fatto il giro d’Italia. Martina Franca è arrivata alle cronache nazionali grazie a Concita De Gregorio, che l’ha trattata (un po’ frettolosamente) in questo post.

Sulla questione è intervenuto il segretario del Pd, Maurizio Saiu:

“Rimango sconcertato nell’apprendere che nel 2021 un Liceo della nostra città ha vietato un’Assemblea agli studenti che avrebbero discusso della storia di Malika, una ragazza cacciata di casa dai genitori perché omosessuale.

Proprio nel luogo che dovrebbe educare i cittadini del domani si nega il confronto su un argomento ancora giudicato scomodo e purtroppo accade nuovamente al Tito Livio che già due anni fa negó agli studenti un’assemblea sull’educazione sessuale.
La scuola chiede proprio l’autorizzazione ai genitori negando la libertà ai ragazzi di confrontarsi su un tema che ancora oggi viene considerato un tabù.

Come Segretario del Partito Democratico non posso rimanere silente di fronte a questo. “Da sempre ci siamo battuti in Parlamento e nelle Piazze per una scuola laica che aiuti nella formazione dei cittadini di domani e della futura classe dirigente del Paese. Nel 2021 assistere ancora a censure rispetto a questi argomenti è inaccettabile e non fa altro che alimentare odio è discriminazione”.

In Parlamento ci stiamo battendo in queste settimane per l’approvazione della Legge Zan che ha lo scopo di contrastare le discriminazioni fondate su orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, per assicurare maggiore tutela ad omosessuali e transessuali, vittime di episodi di violenza fisica e verbale all’ordine de giorno. Il provvedimento, in poche parole, amplia l’ambito di applicazione dei delitti contro l’eguaglianza previsti dal Codice penale agli articoli 604 bis e 604 ter, aggiungendo al novero delle fattispecie condannate i comportamenti discriminatori rivolti a disabili, omosessuali, transessuali e qualunque atto persecutorio motivato dall’orientamento sessuale.

Per questo oggi sono al fianco di tutti gli studenti del Tito Livio ai quali è stata negata la possibilità di confrontarsi. Li invito ad andare avanti e se la scuola non permetterà di svolgere l’assemblea di farla utilizzando altri canali e di coinvolgere tutti i Martinesi che credono che qualsiasi discriminazione vada condannata senza se e senza ma!”

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