Assemblea al Tito Livio. Parlano i rappresentanti degli studenti: “Rammaricati”

Ai rappresentanti di istituto del liceo Tito Livio è stato chiesto, in prima battuta, di evitare l’argomento. Poi si è parlato delle autorizzazioni. Dopo la mail con la quale chiedevano l’autorizzazione per indire l’assemblea, due dei quattro rappresentanti sarebbero state contattate dalle vicepresidi del liceo che avrebbero “suggerito” di cambiare argomento. Questa richiesta ha fatto reagire i ragazzi, con il famoso post su instagram e dopo questo un’assemblea con il preside Giuseppe Semeraro, avvenuta lunedì.

Ieri sera li abbiamo incontrati su Google Meet, per fare chiarezza sulla vicenda dell’assemblea, il cui ordine del giorno non era specificatamente sull’omofobia, ma in generale sulla violenza. Spiega Giorgio: “se dei miei amici non sanno di cosa è successo a Malika, mi preoccupo, mi chiedo in che società vivo. E se la scuola mi impedisce di parlarne, mi preoccupo ancora di più”.

Durante l’incontro cercano, a detta dei ragazzi, di far cambiare loro idea e comunque di raccogliere le autorizzazioni. “Mi sono sentito rammaricato” prosegue Giorgio, “perché speravo in una reazione diversa. Ho detto al preside che fa paura il fatto che la scuola voglia evitare questi temi”. Nicole, invece: “Mi sono sentita impotente. Ho chiesto al preside per ben tre volte di mostrarci dove fosse scritto che servivano le autorizzazioni”. A ben guardare questa regola non è scritta da nessuna parte, ma i ragazzi lo scopriranno dopo. Dopo l’assemblea riferiscono ai rappresentanti di classe. Insieme decidono di non proseguire con le autorizzazioni, perché sarebbe una sconfitta.

Perché è inopportuno chiedere le autorizzazioni?

Lo spiega Giorgio: “Le autorizzazioni non hanno senso, perché se c’è uno studente omosessuale che ha una famiglia che non lo accetta, come avrebbe potuto partecipare? Ho fatto la domanda al preside, che non ha risposto. Siamo rimasti male perché si preferiscono scuse invece di ammettere che non possiamo parlare di questi argomenti. Eppure in altre scuole è stato fatto”. I ragazzi ci sono rimasti male quando hanno scoperto che non serve chiedere l’autorizzazione per trattare alcunché né sul regolamento d’istituto né nel testo unico della scuola.

La solidarietà da parte di docenti e genitori

Non sono mancate, a detta dei rappresentanti di istituto, manifestazioni di solidarietà da parte di docenti e genitori. In questo momento, però, sarebbe opportuno che queste solidarietà si mostrassero alla luce del sole, perché è fondamentale che i ragazzi non siano lasciati soli ad affrontare questa battaglia. Ne va del rapporto di fiducia con gli adulti, ma soprattutto è giusto che non siano solo i quattro rappresentanti a mettere la faccia in questo che può essere un momento di crescita per tutta la comunità di Martina Franca. Finora pubblicamente si è espresso solo il segretario del Pd di Martina Franca e il Collettivo 080.

Cosa si farà nell’assemblea di domani?

Domani è l’ultima assemblea di questo anno disgraziato. Gli studenti hanno preferito non cedere alla richiesta delle autorizzazioni e cambiare argomento.

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