Santè, la rapper di Terlizzi vincitrice di “The Heel Strikers”

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Cultura


*di Vincenzo Salamina e Domenico Carriero

Leva emergente del rap italiano, ha di recente vinto il contest pugliese “The Heel Strikers”, evento online per scoprire i nuovi talenti del rap.

Santè, da dove viene il tuo nome d’arte?

Mi hai fatto una domanda pericolosa! Quando brindi in francese si dice “alla salute”, “alla santè” [ride]. Essendo Santina il mio nome, Santè andava bene: è un brindisi! 

Complimenti per la recente vittoria al contest rap. Parlacene un po’.

Il contest si chiama “Inoki & The Hill Stikers” [ne abbiamo parlato qualche tempo fa qui: [https://www.valleditrianews.it/2021/04/01/the-heel-strikers-un-evento-online-per-scoprire-i-nuovi-talenti-del-rap/] . E’ stata una esperienza bellissima, soprattutto riprendere il microfono in mano in questo momento di buio totale. E’ stato bello conoscere anche altri ragazzi e tra di noi si è creata una situazione molto piacevole. Anche Inoki è stato molto incoraggiante verso di noi, ci mandava un sacco di “good vibes”. Inoki, che vive in Puglia, è uno dei primi artisti che ho sentito da piccola, e sentirsi proclamata vincitrice da lui è stata una cosa figa.


I tuoi avversari erano tre altrettanto bravi rapper pugliesi: Bruno Bug, Mako, Kilben. Chi temevi di più tra loro?

Assolutamente Bruno Bug con cui sono arrivata in finale: reduce da tanti contest, era fortissimo. Nell’intervista che ho fatto prima della finale ho detto che andare contro di lui era una sfida contro me stessa. Siamo comunque tutti amici ed era una competizione molto sana.

Che ci dici dei giudici?

I giudici erano: il DJ barese Mista P, lo speaker radiofonico Paco, e un rapper barese di vecchia scuola, Tenko Bloodlaire. Io ho portato dei pezzi un po’ più “cazzuti”, e non molto introspettivi, perché non mi sembravano adatti per partecipare a un contest. Questi pezzi usciranno, sono belli a pompa, fanno ballare e ti fanno caricare. Forse qualche giudice preferiva qualcosa di più introspettivo.

Nelle tre serate, quanti brani hai cantato?

Quattro. Al promo round, io contro Kilben, ho cantato due brani: “Stay away” e “No touch”. Erano versioni di un minuto e venti secondi. In finale ho portato “Capobranco”, mio cavallo di battaglia, e “Flow”.

Cosa avverrà dopo la vittoria al contest?

Avrò la possibilità di far uscire un brano con la Glory Hole Records: un bel premio! Sto lavorando al brano anche se ora gli studi di registrazione sono chiusi, ma presto il brano uscirà. In tutto ciò voglio ringraziare Kiffen, il mio beatmaker, il mio angelo custode, che mi ha accompagnato nelle mille avventure.

Non è usuale vedere una donna fare del rap. Cosa significa essere una rapper?

 Il rap purtroppo è stato sempre abbastanza sessista e le donne non sono mai state prese sul serio quando fanno rap. Noi siamo uguali agli uomini, con le stesse metriche, ritmiche, contenuti: non abbiamo niente di meno. Ho voluto far capire che anche noi donne sappiamo rappare. E ci sono riuscita! 

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Nessuno, non mi ispiro a nessuno. Potrei farti un pezzo d’amore, o un pezzo street, introspettivo, non ispirandomi a nessuno. Però ci sono degli artisti che mi piacciono: Capo Plaza, Luchè, Nayt, e tutta la scena rap e trap.

Come nasce la tua passione per il rap?

Io facevo rock e suonavo la chitarra. Poi a 13 anni ho conosciuto musicalmente il rap di Mistaman e Fabri Fibra. Col rap quindi ho iniziato anche tardi ma alle spalle ho una bella cultura musicale su vari generi: ho fatto anche ska, reggae, dancehall

Che cosa ne pensi degli eventi in streaming come quello a cui hai partecipato?

E’ stato bello ma anche abbastanza traumatico dover cantare e non avere nessuno sotto al palco. Quando canti entri in sintonia con le persone che ti danno l’incoraggiamento. Cantare nel silenzio, con tre giudici davanti, è stata una esperienza che mi ha riportato in maniera più easy a X-Factor.

A proposito, nel 2018 anche una partecipazione a X-Factor.

E’ stata una bella esperienza fare tanti provini, andare in TV. L’audizione è stata anche una cosa abbastanza folle: venivo da due live il giorno prima, e al termine del secondo mi sono messa alla guida macinando tanti chilometri. Alla fine ho preso due sì, da Manuel Agnelli e Asia Argento, e due no, da Fedez e Mara Maionchi. Non sono andata con il rap, ma ho cantato una canzone in dialetto barese, e forse al nord non tanto mi hanno capito [ride].

Il giorno di Natale del 2020 è uscito un tuo singolo. 

Sì, “Brividi”, un pezzo d’amore, il mio rap regalino. Noi rapper le facciamo le canzoni d’amore, anzi, le canzoni d’amore più belle, per me, le hanno scritte i rapper. Prendi Nitro e Salmo: hanno una penna assurda!

Hai dei progetti per il futuro?

Ho un intero album pronto, prodotto tutto da Kif Kiffen, che uscirà a breve.

Grazie Santè per questa bella chiacchierata e ci vediamo presto in concerto.

Certamente! Un saluto ai lettori di Valle d’Itria News.

*Vincenzo Salamina e Domenico Carriero sono appassionati di musica e hanno un canale su Youtube chiamato Music Challenge (che potete seguire qui). Inoltre hanno una pagina Facebook sulla quale trasmettono in diretta le loro interviste (raggiungibile da qui). Con ValleditriaNews condividono amichevolmente le interviste a musicisti e artisti noti o meno della scena musicale italiana.

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