Documento Strategico del Commercio, Città Nuova chiede la modifica: discriminati gli esercizi medi

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Economia


Di seguito nota congiunta dei consiglieri di Città Nuova Vincenzo Angelini, Marianna Maggi e Angelita Salamina:

In data 17 Marzo il gruppo consiliare Città Nuova ha chiesto pubblicamente di rivedere il Documento Strategico del Commercio e rimettere in discussione alcune parti dello stesso, anche alla luce delle osservazioni legali rese nel novembre 2020, in merito alla nota all’art.5, che di fatto introdurrebbe un regime discriminatorio nei confronti delle medie strutture di vendita (esercizi commerciali singoli o aggregazioni di più esercizi commerciali, in forma di medio centro commerciale, con superficie di vendita compresa tra 251 e 2.500 metri quadrati).

Al momento le medie strutture M2 del tipo alimentare/misto sono autorizzabili a Martina Franca, a condizione che almeno il 60% della superficie di vendita sia occupata da prodotti non alimentari e questo in virtù della limitazione introdotta dalla predetta nota all’art.5.

Si legge nelle osservazioni rese dal legale, al quale il Comune stesso si è rivolto per chiedere chiarimenti, che la previsione contenuta nella citata nota in calce all’art.5 del regolamento risulta illegittima con riferimento alla normativa comunitaria, nazionale e regionale e con riferimento alla giurisprudenza costituzionale e amministrativa, in tema di tutela della concorrenza e di libertà delle nuove attività commerciali.

A fronte di ciò ancora nulla si è fatto per porre rimedio.

La nostra richiesta è stata formalizzata nel corso della prima delle varie sedute della commissione attività produttive svoltesi, che hanno avuto ad oggetto proprio la revisione del Documento in questione.

A distanza di circa due mesi tuttavia non si è ancora giunti a trattare, nonostante i vari solleciti verbali condivisi anche da alcuni componenti dell’opposizione, la questione dell’abrogazione della nota incriminata.

Pertanto il gruppo consiliare “Città Nuova” ha depositato ieri un apposito ordine del giorno, affinché la questione venga portata ed affrontata direttamente in Consiglio Comunale con la massima urgenza.

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