E se Dio fosse una donna nera e lesbica? Frate martinese perde il posto all’università

/ Autore:

Società


Ettore Marangi, frate francescano dell’ordine dei frati minori originario di Martina Franca, da anni in missione a Nairobi, dove insegna anche Teologia Sistematica, è stato licenziato dal Tangaza University College, presumibilmente per un post su facebook che parlava di Dio.

Il post, pubblicato sul suo profilo il 22 aprile, recita così: “La più grande sorpresa nella vita di un prete avviene nel giorno della sua morte, quando scopre che Dio è una donna, nera e lesbica.” Un post che, secondo quanto dichiarato proprio da Fra Ettore, raggiunto dalla nostra redazione, non è piaciuto e che ha scatenato un vera e propria diatriba tra i membri delle congregazioni che posseggono l’Università cattolica con sede a Nairobi, in Kenya: “il mio post ha suscitato una discussione nel consiglio dei formatori dei seminaristi di 23 congregazioni di religiosi che posseggono l’università. I formatori erano divisi tra loro, per alcuni il mio post era espressione di eresia, per altri legittima espressione del pluralismo teologico all’interno dell’unica fede cattolica, anzi una finestra sul mistero della compassione di Dio. A causa di questa divisione, i formatori hanno preferito rimandare la discussione all’inizio del semestre successivo. A questo punto entra in campo la nuova amministrazione dell’Università che decide di farmi fuori.”

The greatest surprise in a priest’s life occurs on the day of his death, when he discovers that God is a woman, she is black and lesbian.

Ettore Marangi

Fra Ettore ha criticato aspramente anche il metodo utilizzato per la comunicazione del licenziamento, arrivata non direttamente, ma attraverso il Ministro Provinciale. Sembrerebbe che la nuova Amministrazione dell’Università abbia licenziato in tronco Fra Ettore senza osservare la consueta procedura che in realtà assicura i diritti della persona accusata: “licenziandomi in questo modo – ci racconta Fra Ettore – hanno violato tutte le norme stabilite da Papa Francesco nel Veritatis Gaudium, nello specifico quanto descritto nell’art 24.”

La costituzione apostolica su Università e facoltà ecclesiastiche Veritatis Gaudium, che regolamenta e disciplina i casi come questo, nell’art. 24 §2 recita così: “Si deve cercare, anzitutto, di regolare privatamente la questione tra il Rettore, o il Preside o il Decano, ed il docente stesso. Se non si giunge ad un accordo, la questione venga opportunamente trattata da un Consiglio o Commissione competente, in modo che il primo esame del caso sia fatto all’interno dell’Università o della Facoltà. Se ciò non è sufficiente, la questione sia deferita al Gran Cancelliere, il quale, insieme con persone esperte dell’Università, o della Facoltà, o a queste esterne, esamini la vertenza per provvedervi nel modo opportuno. È sempre da assicurare al docente il diritto di conoscere la causa e le prove, nonché di esporre e difendere le proprie ragioni. Resta comunque il diritto di ricorso alla Santa Sede per una definitiva soluzione del caso.”

Tuttavia – si legge nel punto successivo della Costituzione apostolica-, nei casi più gravi o urgenti, al fine di provvedere al bene degli studenti e dei fedeli, il Gran Cancelliere sospenda ad tempus il docente, finché non sia concluso il procedimento ordinario“.

Lo scopo di Fra Ettore però non è quello di essere reintegrato presso l’Università “non ho nessuna intenzione di tornare ad insegnare in un posto dove l’amministrazione non mi ha voluto – ci tiene a precisare il frate originario di Martina Franca. Come francescano non imporrò mai la mia presenza a nessuno, infatti abbiamo anche il progetto di fondare un centro di studi in un luogo in cui continueremo ad accogliere anche i bambini di strada. Il mio scopo è cercare giustizia annullando le accuse che mi sono state mosse e per questo mi rivolgerò direttamente alla Santa Sede, anche perché in Africa gli abusi di potere, sia in campo politico che religioso, sono all’ordine del giorno e alla gente fa sempre bene vedere delle persone che cercano di vincere la paura e lottare per la giustizia.

“Sono stato accusato di condotta riprovevole – continua a raccontarci Fra Ettore – cosa che non ha niente a che fare con la pubblicazione di un post su Facebook. Questa cosa non sarebbe mai accaduta con la vecchia Amministrazione.

La storia ricorda quanto avvenuto un mese fa a Taranto con il licenziamento di Riccardo Cristello, ex operaio Ilva e padre di 2 figli, cacciato da ArcelorMittal a causa della condivisione su facebook di un post che invitava a guardare la fiction “Svegliati Amore Mio“. una serie che parla di problemi sanitari ed ambientali dovuti alle emissioni dell’industria siderurgica. Cosa evidentemente non gradita dalla proprietà, che prima ha sospeso l’operaio e poi lo ha licenziato.

L’unica differenza con la storia di Cristello sta nella volontà di reintegro, molto forte da parte dell’ex operaio Ilva, che però ha deciso di non scendere a compromessi con la proprietà che nei giorni scorsi gli aveva chiesto di scusarsi per aver offeso l’azienda in ottica di un reinserimento in azienda. Una sorta di ammissione di colpa che l’ex operaio non ha accettato: “non ho offeso nessuno, per questo non devo chiedere scusa” – ha dichiarato Cristello alla stampa.

“La mia storia – conclude Fra Ettore – possa essere un segno concreto di solidarietà per l’ex lavoratore Ilva, coraggio fratello non sei solo, c’è tanta gente che lotta come te e insieme a te, e ti è vicina non fisicamente, ma perché sceglie di condividere la tua sorte“.

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?