Calo dei contagi. L’ospedale di Martina Franca torna no covid. “Cauto ottimismo”

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Cronaca


L’ospedale di Martina Franca sta per tornare ad essere totalmente no covid. I due reparti dedicati, che durante la fase acuta del secondo anno di pandemia ha portato ad ospitare fino a 37 pazienti covid, saranno restituiti alle normali funzioni. Il reparto di Medicina tornerà alle proprie normali attività, mentre quello di Urologia rimarrà a disposizione del Pronto Soccorso, perché anche se i contagi sono in calo, grazie ai vaccini, la pandemia non è terminata. Attualmente i ricoverati sono 7. “Cauto ottimismo” da parte di chi lavora in ospedale.

Dati sui positivi covid aggiornati al 17 maggio 2021

Perché la Giunta Regionale ha deciso di riconvertire in strutture no covid alcuni ospedali

Sulla base delle necessità assistenziali, determinate da un significativo calo dei contagi ed una conseguente bassa percentuale di occupazione dei posti letto di Terapia Intensiva e Area Medica, di gran lunga inferiore alla soglia critica determinata dal Ministero della Salute, la Giunta regionale ha stabilito, a far data da oggi, in via prioritaria, la totale riconversione all’attività NO – COVID delle seguenti strutture di ricovero pubbliche e private accreditate:

  • Ospedale di Barletta;
  • Ospedale San Paolo di Bari;
  • Ospedale di San Severo;
  • Casa di Cura “Villa Lucia Hospital” di Conversano;
  • Struttura campale della Marina Militare di Barletta;
  • Ospedale di Martina Franca;
  • Ospedale di Castellaneta;
  • Ente Ecclesiastico “Miulli” di Acquaviva delle Fonti.

Tanto si rende necessario al fine di garantire la ripresa delle attività ordinarie ed il conseguente recupero delle liste d’attesa.

Sulla base dell’andamento epidemiologico potranno essere riconverti all’assistenza dei pazienti NO – COVID ulteriori posti letto, rispetto agli ospedali sopra riportati, sulla base di un piano che dovranno elaborare le direzioni strategiche delle Aziende sanitarie.

Entro il 31 luglio 2021, con apposito provvedimento di Giunta regionale, dovrà essere definito un nuovo piano pandemico della rete ospedaliera COVID e NO- COVID, per fronteggiare una eventuale recrudescenza della pandemia.

Le strutture che fanno già parte  della rete ospedaliera COVID, nell’eventualità di un incremento repentino dei contagi, dovranno essere in grado di riconvertirsi entro dieci giorni dalla data di comunicazione da parte del Dipartimento “Promozione della Salute e del Benessere animale”.

Infine, per i posti letto strutturali di terapia intensiva e semintensiva che devono essere realizzati, le Aziende sanitarie, con particolare riferimento a quelle che hanno segnalato l’impossibilità di avviare i lavori previsti su alcuni locali ospedalieri dedicati alla gestione dell’emergenza COVID, devono procedere alla cantierizzazione degli stessi, parallelamente alla progressiva dismissione dei posti letto aggiuntivi, previo accurato studio delle interferenze.

La trasformazione di quello di Martina Franca in ospedale covid, aveva scatenato una polemica politica, ma durante la fase acuta della pandemia, i posti letto di Martina hanno contribuito a curare e salvare vite umane, dimostrando in qualche maniera che il buon senso e il senso comune non vanno sempre d’accordo.

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