Offese ai giornalisti in Consiglio comunale. Pizzigallo e Cervellera chiedono scusa

Ci sono voluti tre giorni e l’intervento della Slc, di Assostampa e dell’Ordine dei Giornalisti per far comprendere ai due consiglieri comunali Eligio Pizzigallo (Fratelli d’Italia) e Giuseppe Cervellera (Partito Democratico) quale errore avessero commesso. Entrambi però sono venuti a più miti consigli, porgendo le proprie scuse al giornalista e alla categoria.

Fratelli d’Italia fa le scuse tramite Renato Perrini: “A nome Fratelli d’Italia chiediamo scusa al corrispondente da Martina Franca de La Gazzetta del Mezzogiorno per i toni e i termini usati dal nostro consigliere comunale. Non servirebbe neppure giustificare il tutto con il clima politico concitato di quell’assise comunale del 24 maggio scorso, che ha portato a dichiarazioni fuori luogo che sono irrispettose della persona e del ruolo che ricopre. Fratelli d’Italia proprio ieri, prima firmataria Giorgia Meloni, ha fatto approvare alla Camera una mozione a tutela del Pluralismo dell’Informazione, perché il nostro partito crede fortemente in una informazione fatta da più voci, libera e democratica. Anzi, determinati articoli e le reazioni conseguenti (scevre da offese) servono proprio ad alimentare quel dibattito politico vero e franco che aiuta non solo a comprendere meglio i fatti che avvengono, ma offre ai cittadini una visione plurima delle vicende comunali.
Per questo le nostre scuse non sono solo per il giornalista, ma per tutta Martina Franca”.

Giuseppe Cervellera, invece, lo fa in diretta durante una trasmissione di PugliaPress, direttamente a Ottavio Cristofaro: “Ho letto attentamente di Andrea Lumino e quello di Assostampa e Ordine dei giornalisti. Volevo dire che ho fatto un errore, che ho sbagliato ad apostrofare in quel modo un componente di un ordine rispettabile, a cui va garantita in ogni caso la libertà di parola, al quale va garantita la libertà di svolgere un ruolo pubblico, tanto più ho sbagliato a dirlo in Consiglio comunale. Ho fatto uno scivolone. Tutti possono sbagliare e ho messo in difficoltà alcuni amici. Mi sono lasciato prendere da quello che stavo dicendo. Volevo porgere a Ottavio le mie più sentite scuse, fermo restando che dissento dal giudizio espresso in merito all’assenza della classe dirigente. Invito tutti ad abbassare i toni e riportare la discussione nel merito delle cose. Dobbiamo dimostrare di essere classe dirigente non solo coi fatti ma anche con le parole”.

L’invito di Cervellera è accolto volentieri, fermo restando che ci sono voluti giorni perché si comprendesse qual era il problema e la necessità di far arrivare il caso a livello nazionale.

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