Nuove strutture commerciali in città. Perché (quasi) tutti vogliono abrogare una nota

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Politica, Società


Nel 2018 il Consiglio comunale (con voto unanime dei presenti, 15 su 15) vota il nuovo regolamento per il commercio. Ma c’è una nota all’articolo 5 che recita: “In accordo a quanto stabilisce l’art. 6, comma b) del R.R. n. 3/2011, a tutela del principio della concorrenza di interesse dei prodotti alimentari, le medie strutture
M2 del tipo alimentare/misto sono autorizzabili a condizione che almeno il 60% della superficie di vendita sia occupata da prodotti non alimentari
” che sembra stia bloccando lo economico della città (qui il regolamento integrale).

Il 17 marzo prima e il 17 maggio poi Città Nuova (Angelini, Maggi e Salamina) presenta un ordine del giorno perché questo regolamento torni in aula e il 28 maggio Giuseppe Cervellera, capogruppo PD a Palazzo Ducale, presenta una proposta di delibera.

Cervellera spiega: “La nota è fortemente lesiva del principio della concorrenza, annullando la possibilità di insediare nuove medie strutture alimentari ponendosi in contrasto con i principi comunitari derivanti dalla direttiva Bolkestein e con le leggi nazionali di recepimento. Tale nota, inoltre, impedisce nuovi investimenti che potrebbero portare nuovi posti di lavoro nella nostra città, nuovi servizi e rigenerazioni di quartieri attesi da diversi anni“. Quindi: “Gli investimenti privati sani che arrivano sul territorio vanno salvaguardati e salutati con favore; anzi occorre avere maggior coraggio ed essere più attivi nella ricerca di altri investimenti in linea con tutte le nuove indicazioni di sviluppo europee votate al green, alla sostenibilità ambientale, all’innovazione tecnologica perché portano sviluppo, benessere, lavoro e creano nuovo indotto economico“.

A Cervellera non sfugge che su questo tema sono intervenuti anche i renziani di Città Nuova: “La proposta di delibera si rende necessaria nonostante la presentazione di un ordine del giorno da parte di un altro gruppo consiliare sullo stesso tema: in effetti l’ordine del giorno è uno strumento idoneo a dibattere temi di ordine generale dando un indirizzo alla Giunta e al Sindaco. Al fine di far istruire immediatamente una delibera dagli uffici era dunque necessario far pervenire agli stessi una proposta ai sensi dell’art. 48 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale“. Mette la freccia e sorpassa Città Nuova, ansioso di far abrogare una norma che bloccherebbe, secondo lui, lo sviluppo green di Martina Franca.

Alla proposta di delibera e nella nota alla stampa, Giuseppe Cervellera allega anche una relazione illustrativa, che potete leggere integralmente qui sotto.

Su quella nota non sono intervenuti solo Angelini e Cervellera, anzi. Quelle poche righe sono al centro di un grattacapo su cui gli uffici comunali stanno lavorando da più di un anno. La nota sembra essere frutto di una mal interpretazione del regolamento regionale. E su questo il Comune ha pagato anche una consulenza all’avvocato Giuseppe Sciscioli, esperto di SUAP, che di fatto stronca quella impostazione: “la previsione contenuta nella citata nota in calce all’art. 5 del regolamento non risulta legittima e coerente con l’ampio excursus giuridico trattato e persino contraddittoria con quanto lo stesso Documento Strategico del Commercio stabilisce, in particolare per le medie strutture di vendita” (fonte: stampa). A marzo 2021 questo parere viene fatto proprio dagli uffici comunali che chiedono, con una lettera firmata da Giuseppe Mandina e da Orazio Soleti, che si faccia una modifica.

Se il Comune continua a mantenere intatta la norma, si rischia di avere un regolamento non conforme, e quindi dover mettere mani al portafoglio per eventuali risarcimenti.

Da dove nasce tutta questa attenzione nei confronti di quelle poche righe?

Il regolamento approvato nel 2018 su proposta dell’assessore Bruno Maggi è un tentativo di mettere ordine al caos. Martina Franca è una città che negli ultimi trent’anni si è sviluppata male e senza un progetto preciso.

Cervellera nella sua relazione dà notizia di una lettera, firmata da un avvocato martinese e inviata al sindaco e ai consiglieri, nell’aprile 2021, con la quale diffida a prendere provvedimenti per la citata norma. L’avvocato è proprietario di un suolo, in viale Stazione, dove vorrebbe demolire un fabbricato esistente e realizzare un “nuovo fabbricato a destinazione commerciale”. Il realizzando edificio sarà “con destinazione commerciale rientra nella categoria M2, ovvero media struttura intermedia con superficie di vendita da 601 a 1.500 mq”. Il progetto imprenditoriale prevede quindi l’insediamento di una nuova struttura commerciale in viale Stazione. La norma, secondo quanto si legge, così com’è, impedirebbe che l’investimento vada a buon fine.

L’avvocato invia una pec al Comune ad aprile 2020 per chiedere chiarimenti proprio sulla famigerata nota all’articolo 5. I chiarimenti non arrivano e questi invia un’altra comunicazione il 6 ottobre 2020. Il Comune risponde solo a marzo 2021, con una pec firmata dal dirigente Giuseppe Mandina e dal responsabile del servizio Orazio Soleti, con la notizia che era stata inviata una richiesta da parte dell’ufficio verso il presidente del Consiglio Bufano e al presidente della commissione consiliare Attività Produttive, Maria Marangi, perché il regolamento del commercio venisse modificato.

In sintesi: nel 2018 il Comune approva un regolamento per il commercio. Ad aprile 2020 il proprietario di un terreno con fabbricato nel centro di Martina Franca chiede al Comune una spiegazione sulla norma del regolamento, che impedirebbe l’apertura di una struttura commerciale di media grandezza, come quella che è in progetto di insediarsi proprio nel suo nuovo fabbricato. A ottobre invia un’altra pec. A novembre l’avvocato Sciscioli deposita una consulenza secondo la quale la nota all’articolo 5 dovrebbe essere abrogata. A marzo 2021 Mandina e Soleti (funzionari comunali), rispondono al proprietario, dando notizia di aver già inviato una nota al Consiglio comunale. Il 14 maggio 2021 Città Nuova presenta un ordine del giorno e il 28 maggio Giuseppe Cervellera presenta una proposta di delibera.

Secondo i consiglieri comunali quella nota all’articolo 5 bloccherebbe lo sviluppo di Martina Franca, ma stando a quanto abbiamo ricostruito, al momento bloccherebbe l’insediamento di una struttura commerciale lungo una strada dove ne sono già presenti due. La vicenda deve essere affrontata politicamente, perché la scelta di far insediare un nuovo supermercato nel centro di una città congestionata e soffocata dal traffico, mentre interi quartieri, come Montetullio, sono completamente senza servizi, dovrebbe essere presa a prescindere dagli interessi (legittimi) di un privato. Se Città Nuova, libera dai lacci della maggioranza, può muoversi in autonomia, sorprende invece la solerzia di Giuseppe Cervellera che in qualche maniera accusa la presidente di commissione Maria Marangi (Visione Comune) di non essersi mossa (vedi la relazione illustrativa) e fa una proposta di deliberazione, dandone notizia. Con la maggioranza ridotta a un solo voto di scarto, basta un battito d’ali di farfalla perché tremi tutto.

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