Sentenza Ilva. I giudici stimano 2 miliardi di profitto da illeciti

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Ambiente, Cronaca


La storica sentenza Ilva mette nero su bianco che negli anni relativi all’inchiesta sono stati compiuti illeciti. A parte le condanne pesantissime alle persone, la Corte d’Assise di Taranto ha disposto anche la confisca dell’area a caldo.

La Corte “dispone la confisca dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ILVA di Taranto e di quant’altro in sequestro, nonché la confisca nei confronti di ILVA S.p.a. in Amministrazione Straordinaria, in persona dei Commissari Straordinari pro tempore, di RM FIRE, ora Partecipazioni Industriali S.p.a. in Amministrazione Straordinaria, in persona del Curatore Speciale pro tempore, e RM FORNI ELETTRICI S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, in solido tra loro, del profitto derivante dalla commissione degli illeciti amministrativi contestati ai predetti enti quantificato nella misura di euro 2.100.000.000,00 (duemiliardi-centomilioni/00)“.

Secondo quanto determinato dalla sentenza del processo “Ambiente svenduto”, il disastro ambientale conclamato ha portato allo stabilimento un profitto non indifferente. Si deve attendere la motivazione della sentenza per comprendere la relazione tra i comportamenti dei condannati e questo enorme profitto.

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