Regolamento del commercio. Interviene FdI: “Chiediamo l’annullamento dell’intero documento”

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Economia, Politica


Non si è fatto attendere il lungo commento di Fratelli d’Italia in merito al Regolamento del Commercio di Martina Franca per il quale chiede l’annullamento. Dopo due anni e mezzo di silenzio, quasi tutto l’arco politico si sveglia e sembra leggere nel dettaglio quanto approvato a dicembre del 2018. Il tema è sempre lo stesso, ma lo ribadiamo per chi si fosse messo in ascolto ora: il regolamento approvato impedirebbe l’apertura delle medie strutture commerciali (da 601 mq a 1.500) che non offrano almeno il 60% della propria superficie vendita a prodotti alimentari. Qui sotto lo spieghiamo bene:

Ecco cosa scrivono da Fratelli d’Italia (pubblichiamo integralmente senza tagli):

Il prossimo Consiglio Comunale di Martina Franca si terrà il 29 giugno 2021 e potrebbe figurare all’ordine del giorno l’abrogazione della nota all’art. 5 dell’allegato D denominato “Relazione e Regolamento delle medie strutture di vendita”, parte integrante del Documento Strategico per il Commercio, approvato con delibera n. 140 del 28 dicembre 2018. La   nota e l’intero documento strategico del commercio avevano già destato dubbi e perplessità al momento della discussione in Consiglio tanto che i Consiglieri di opposizione avevano richiesto unanimemente il differimento della discussione per un approfondimento del testo, fino ad abbandonare l’aula consiliare in assenza di ogni possibilità di modifica e assenso al differimento da parte della maggioranza. Dopo due anni di silenzio anche la stampa, altri soggetti politici attivi, nonché di soggetti economici interessati all’investimento di capitali per apertura di nuove attività commerciali in città hanno riacceso i riflettori.

In particolare la nota vieta l’apertura di nuovi supermercati a carattere prevalentemente alimentare, imponendo l’assortimento merceologico no-food a non meno del 60%; anche detta così, appare lesiva della libera concorrenza, ma comunque i dirigenti degli Uffici Comunali competenti hanno preferito incaricare l’Avv. Sciscioli sulla questione. Questi si è espresso individuando nella stessa profili evidenti d’illegittimità e che in definitiva possiamo ritenere comunque incostituzionale e contraddittoria con gli stessi obiettivi del Piano Strategico del Commercio, altro fallimento venduto come ottimo risultato dell’Amministrazione Ancona.

Eh sì… perché ancora una volta “la pezza è peggio del buco” ovvero il tentativo di fare ordine nel caos del suap da parte dell’Assessore Maggi si trasforma in una Torre di Babele di norme e “normine” che ovviamente fanno perdere il filo dei rivoli di interessi personali di ogni genere, nella totale assenza di una visione programmatica, senza un testo definitivo e approvato di Piano di Sviluppo Economico e senza traccia del PUG… e il dato di fatto è che il 28 dicembre del 2018, in piene feste natalizie, si approva il tutto alla presenza di 14 consiglieri su 24, con evidente conflitto di interessi di almeno uno di loro, che oggi corre ai ripari sbandierando la volontà di redimersi.

Non solo questo, ma tutta l’aurea di redenzione dell’ultima ora… non è spontanea, ma indotta dall’onda mediatica d’indignazione e soprattutto da una diffida indirizzata a tutti i Consiglieri Comunali ma mai inoltrata agli stessi che ne hanno avuto notizia solo informalmente, a firma di un cittadino profondamente leso dalla nota all’art 5. Tale diffida pare si sia resa necessaria anche alla luce dei profondi ritardi dell’Amministrazione Ancona, che da oltre sei mesi rinvia la decisione a recepire l’eccezione alla norma e l’evidenza dei dirigenti interessati unitamente al consulente incaricato, Avv. Sciscioli.

Fratelli d’Italia già in occasione del redigendo Piano di Sviluppo Economico ha evidenziato le perplessità sul piano Strategico del Commercio anche in ordine ad altri aspetti, come la ormai famosa tabella a punti per la concessione dell’autorizzazione ad aprire attività nel Centro Storico. Sulla questione negli ultimi giorni prontamente la solita manifestazione di interesse elettorale dell’attuale maggioranza ha spinto al confronto con alcune associazioni di categoria, al solo fine di “legittimare” le scelte fatte…

…. e, scusate, il confronto con tutti gli altri attori?… ASSENTE!

Ecco perché oggi Fratelli d’Italia reitera i dubbi e le perplessità, già manifestate in sede di discussione del provvedimento, ed il gruppo consiliare presenterà un ordine del giorno con cui verrà chiesto l’annullamento dell’intero Documento Strategico del Commercio, elaborato anche questo in assenza di confronto con tecnici del territorio, soggetti economici interessati, rappresentanti della cittadinanza (utenti e residenti), parti sindacali e soggetti politici. Un Piano che ribadiamo essere approvato sul dubbio della legittimità, in un periodo festivo e grazie al contributo di soggetti evidentemente in conflitto d’interessi.

Fratelli d’Italia terrà comunque desta l’attenzione fino al prossimo Consiglio Comunale, consapevole che nel frattempo potrà spuntare qualche sorprendente coniglio dal cilindro della maggioranza-Ancona: e sarà la volta buona che si possano accendere fari importanti sul mal-governo della città.

Come sempre Fratelli d’Italia si schiera dalla parte dei cittadini Martinesi che soprattutto in un momento come questo di grande recessione e crisi di posti di lavoro non possono tollerare un comportamento “conveniente” della vecchia classe politica dirigente, che antepone i propri interessi personali e spesso elettorali a quelli di progresso e sviluppo non solo economico ma anche occupazionale dell’intera città di Martina Franca.

Ricordiamo che la richiesta di rivedere parte del Regolamento arriva anche dagli ex maggioranza Città Nuova (Vincenzo Angelini, Marianna Maggi e Angelita Salamina) e da Giuseppe Cervellera che ha fatto propria questa battaglia senza, secondo quanto ci risulta, coinvolgere il Partito Democratico di cui è comunque capogruppo consiliare.

Sarebbe però opportuno ricordare, a questo punto, la posizione di Confcommercio Martina Franca che chiede, dato il dibattito, di avviare un confronto con le parti sociali. Una soluzione sostenuta anche da Fratelli d’Italia.

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