Regolamento del commercio. L’opposizione unita scrive al Prefetto

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Politica


Tutti i consiglieri d’opposizione firmano una lunga lettera di diffida al presidente del Consiglio Donato Bufano e alla segretaria generale (e in copia al Prefetto di Taranto) perché si inserisca nell’ordine del consiglio comunale del 29 giugno prossimo la proposta di modifica del Regolamento del commercio. Una proposta di delibera presentata sia da Città Nuova che da Giuseppe Cervellera. Dopo l’incontro fatto dalla IV Commissione, era emersa la volontà, invece, di Palazzo Ducale, di sospendere la discussione e rinviare tutto a quando si dovrà riscrivere il regolamento, considerando che sono già passati tre anni da quando è stato approvato, il 28 dicembre del 2018.

Ecco cosa scrive l’opposizione:

<< Con nota prot. n.33076 del 28.5.2021, i Consiglieri Comunali Vincenzo Angelini, Marianna Maggi e Angelita Salamina hanno trasmesso proposta di deliberazione comunale ad oggetto “Modifica del Regolamento sulle Medie Strutture di Vendita mediante abrogazione della nota in calce all’art. 5″, perché fosse  iscritta all’ordine del giorno della prima seduta ordinaria utile del Consiglio Comunale.

Nel caso di specie i Consiglieri Comunali proponenti hanno esercitato diritto di iniziativa disciplinato dall’art. 48 del vigente Regolamento Comunale sul Funzionamento del Consiglio  Comunale e delle Commissioni Consiliari, su argomento riservato alla competenza del Consiglio comunale così come previsto dall’art. 42 del TUEL.

Sull’argomento anche il Consigliere Comunale Giuseppe Cervellera  (nota prot. n. n. 31898 del 25.5.2021) aveva già trasmesso altra proposta di deliberazione ad oggetto “Modifica Allegato D) Relazione e Regolamento Medie Strutture di Vendita del Documento Strategico del Commercio del Comune di Martina Franca”, perché fosse iscritta all’ordine del giorno della prima seduta ordinaria utile del Consiglio Comunale.>>;

*PRESO ATTO CHE:

<<Sulle proposte di deliberazione di che trattasi, il  Dirigente competente per materia ha espresso il proprio parere tecnico contrario, motivato, ai sensi dell’art. 49 del T.U.E.L. approvato con d.lgs. n. 267/2000.

Successivamente, Il Presidente del Consiglio Comunale in indirizzo in data 22 u.s. ha trasmesso ai Consiglieri Comunali proponenti copia del parere tecnico contrario, motivato, del Dirigente del Settore IV e propria nota di diniego, la quale testualmente recita:  “Si comunica ai Consiglieri in indirizzo che non è possibile inserire all’ordine del giorno la proposta di deliberazione e l’ordine del giorno del Consiglio programmato per il 29 giugno prossimo, aventi ad oggetto la modifica del Regolamento delle medie strutture di vendita del Documento Strategico del Commercio vigente, in particolare la cassazione della postilla a margine dell’art. 5 dell’allegato D, in quanto dall’istruttoria effettuata dal Dirigente competente, l’ing. Mandina, emerge chiaramente che la modifica proposta necessita di uno studio complesso cui deve seguire la necessaria concertazione con le parti sociali e le associazioni di categoria, in assenza delle quali il Consiglio non avrebbe gli strumenti necessari per deliberare legittimamente. Si allega per maggiori approfondimenti l’istruttoria richiamata”.>>;

*ATTESO CHE:

<< L’art. 48 del vigente Regolamento Comunale sul Funzionamento del Consiglio  Comunale e delle Commissioni Consiliari, rubricato “Diritto di iniziativa: presentazione di interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno e mozioni”, dispone testualmente:

1. I Consiglieri comunali hanno diritto di iniziativa su ogni argomento riservato alla competenza del Consiglio comunale, ai sensi di quanto previsto dall’art. 42 del TUEL. Esercitano tale diritto mediante la presentazione di proposte di deliberazione e di emendamenti alle deliberazioni iscritte all’ordine del giorno dei lavori consiliari.

2. La proposta di deliberazione, formulata per iscritto, ed accompagnata eventualmente da una relazione illustrativa, ambedue sottoscritte dal Consigliere comunale , è inviata al Presidente del Consiglio comunale che provvede ad inoltrarla al Sindaco per la dovuta conoscenza ed ai Dirigenti competenti, i quali provvedono all’istruttoria e al rilascio dei relativi pareri nel termine di quindici giorni dal ricevimento della stessa. Nel caso la proposta risulti estranea alle competenze del Consiglio comunale, o priva della copertura finanziaria ,salvo che la stessa non contenga un mero atto di indirizzo non sottoposto ai pareri obbligatori degli uffici , il Presidente del Consiglio previo parere del segretario comunale o del dirigente del settore finanziario ,per quanto attiene alla copertura finanziaria,comunica al Consigliere comunale proponente che la stessa non può essere sottoposta all’esame dell’Assise consiliare.

3. Gli uffici comunali competenti sono tenuti a prestare la loro collaborazione per supportare i Consiglieri comunali nella redazione di tali proposte

(4. – 5. …omissis…)

6.Gli ordini del giorno e le mozioni debbono essere sempre formulate per iscritto e firmate dal Consigliere comunale proponente. Quando riguardino argomenti identici, connessi od analoghi, possono essere discussi contemporaneamente.

(7. …omissis).

<< L’art. 49 del TUEL n. 267/2000, rubricato “Pareri dei responsabili dei servizi”, dispone testualmente:

1. Su ogni proposta di deliberazione sottoposta alla Giunta e al Consiglio che non sia mero atto di indirizzo deve essere richiesto il parere, in ordine alla sola regolarità tecnica, del responsabile del servizio interessato e, qualora comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio  dell’ente, del responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità  contabile. I pareri sono inseriti nella deliberazione.

2. Nel caso in cui l’ente non abbia i responsabili dei servizi, il parere è espresso dal segretario dell’ente, in  relazione  alle  sue competenze.

3. I soggetti di cui al comma 1 rispondono in via amministrativa  e contabile dei pareri espressi.

4. Ove la Giunta o il Consiglio non intendano conformarsi ai pareri di cui al presente articolo, devono darne  adeguata  motivazione  nel testo della deliberazione.>>;

*CONSIDERATO CHE:

<<Quanto affermato dal Presidente del Consiglio Comunale di questo Ente a supporto della decisione di diniego dell’iscrizione all’ordine della seduta del Consiglio Comunale del prossimo 29 giugno, “dall’istruttoria effettuata dal Dirigente competente, l’ing. Mandina, emerge chiaramente che la modifica proposta necessita di uno studio complesso cui deve seguire la necessaria concertazione con le parti sociali e le associazioni di categoria, in assenza delle quali il Consiglio non avrebbe gli strumenti necessari per deliberare legittimamente.”, non rientra tra i casi tassativamente indicati al comma 2 dell’art. 48 del vigente Regolamento Comunale sul Funzionamento del Consiglio  Comunale e delle Commissioni Consiliari sul Diritto di iniziativa dei Consiglieri Comunali: “Nel caso la proposta risulti estranea alle competenze del Consiglio comunale, o priva della copertura finanziaria ,salvo che la stessa non contenga un mero atto di indirizzo non sottoposto ai pareri obbligatori degli uffici , il Presidente del Consiglio previo parere del segretario comunale o del dirigente del settore finanziario ,per quanto attiene alla copertura finanziaria,comunica al Consigliere comunale proponente che la stessa non può essere sottoposta all’esame dell’Assise consiliare”.

Il parere tecnico contrario, motivato, del Dirigente Comunale non può costituire, fuori dai casi tassativi appena evidenziati, provvedimento capace di limitare l’esercizio della funzione propria del Consiglio Comunale come disciplinata dal TUEL, norma inderogabile se non per espressa previsione di legge o atti aventi la medesima forza. Anzi, l’art. 49 del Testo Unico, ai sensi del quale il Dirigente del Settore IV ha espresso il richiamato parere, impone che l’argomento venga portato alla cognizione della Massima assise Comunale, affinché il Consiglio che non intenda conformarsi al parere contrario possa comunque adottare il provvedimento proposto dandone  adeguata  motivazione  nel testo della deliberazione.>>;

TANTO PREMESSO E CONSIDERATO:

  1. I sottoscritti Consiglieri Comunali diffidano il Presidente dell’Assise in indirizzo, sig. Donato Bufano, a perseguire nell’intento di limitare l’esercizio della funzione propria del Consiglio Comunale come disciplinata dal TUEL e lo invitano ad inserire nell’o.d.g. del 29 giugno 2021 la proposta di deliberazione ad oggetto “Modifica del Regolamento sulle Medie Strutture di Vendita mediante abrogazione della nota in calce all’art. 5″, trasmessa con  istanza prot. n. 33076 del 28.5.2021 dai Consiglieri Comunali Vincenzo Angelini, Marianna Maggi e Angelita Salamina;
  2. Invitano il Segretario Generale, al quale la presente viene inviata in via principale in quanto ha sottoscritto per adesione la nota di diniego a firma del Presidente del Consiglio Comunale, ad attivarsi affinché venga rimosso il provvedimento in contestazione, gravemente lesivo della dignità istituzionale del Consiglio Comunale e dei suoi Membri, nella qualità di funzionario che “svolge   compiti   di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa  nei confronti  degli  organi  dell’ente  in   ordine   alla   conformità dell’azione  amministrativa  alle   leggi,   allo   statuto   ed   ai regolamenti” (art. 97, comma 2, TUEL n. 267/2000);

La presente nota viene trasmessa a S.E. il Prefetto di Taranto affinché, esercitando le prerogative assegnategli per legge, possa vigilare sull’esatta osservanza, per il caso che ci occupa, della normativa che regola l’esercizio delle funzioni del Consiglio Comunale di questo Ente e dei suoi Membri.

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